Dopo Durmaz, anche Jorgensen minacciato di morte dai tifosi

4 Luglio 2018

MOSCA. C'era una volta un calcio cattivo, quello delle minacce di morte ai giocatori, a volte (Andres Escobar) tramutate in realtà, e uno all'insegna del fair play. Ora, tutto questo non c'è più....

MOSCA. C'era una volta un calcio cattivo, quello delle minacce di morte ai giocatori, a volte (Andres Escobar) tramutate in realtà, e uno all'insegna del fair play. Ora, tutto questo non c'è più. Dopo lo svedese Durmaz, tocca al danese Nicolai Jorgensen incappare nella follia del tifo - spesso social - che grida vendetta per un errore. Chissà che all'attaccante della Danimarca non sia tornata in mente proprio la tragedia di Escobar, dopo aver ricevuto minacce di morte sui social per la sconfitta contro la Croazia, negli ottavi del mondiale russo, nella quale Jorgensen si è fatto parare il rigore decisivo. La federazione danese è subito intervenuta in sua difesa: «Fermatevi» si legge sull'account twitter, «La nostra comunità non accetta minacce di morte verso stelle del calcio, politici o altre persone. È assolutamente inaccettabile. Ci rivolgeremo alla polizia per porre fine a questa follia». Pochi giorni fa, era intervenuto il governo di Stoccolma per difendere Durmaz dalla pericolosa follia di qualche esagitato. Ed è di poche settimane fa l'episodio delle minacce di morte al tedesco Karius, portiere che ha impaperato nella finale di Champions condannando il Liverpool alla sconfitta col Real. Complici le gogne via social, che permettono a qualunque squilibrato di linciare il nemico immaginario del momento, quasi nell'anonimato, in tanti abituati alla sportività della sconfitta hanno così scoperto che Medellin può essere più vicina a Copenhagen, Stoccolma o Berlino di quanto si pensava. E che il tifo può degenerare a qualsiasi latitudine.