Dopo la Spal anche il Verona pensa a Fiorillo

24 Agosto 2020

Il capitano biancazzurro finisce nel mirino degli scaligeri. Decisive le prossime ore per il suo futuro

PESCARA. Resisterà anche stavolta? Il suo cuore è ormai biancazzurro, Pescara è diventata la sua città e, dopo aver respinto in passato numerose offerte, Vincenzo Fiorillo deve fare di nuovo i conti con una forte tentazione. Se la chiamata della Spal, club retrocesso in B affidato a Pasquale Marino, un suo grande estimatore, nei giorni scorsi è stata rifiutata con eleganza, non sarà altrettanto semplice dire no al Verona che nelle ultime ore si è fatto avanti per ingaggiare il 30enne portiere genovese.
Qualora accettasse di trasferirsi in Veneto, Fiorillo dovrebbe giocarsi il posto con Marco Silvestri, l’estremo difensore titolare dei gialloblù che nella stagione che si è da poco conclusa sono stati la rivelazione del massimo campionato italiano. Una neopromossa, quella allenata da Ivan Juric, capace di esprimere un calcio veloce, aggressivo e spettacolare e di chiudere il torneo al nono posto in classifica. A breve la trattativa potrebbe entrare nel vivo e Fiorillo sarà chiamato a dare una risposta.
Nell’estate del 2018 il capitano biancazzurro ha declinato le avance molto allettanti del Qarabag, club dell’Azerbaigian che gli aveva promesso un contratto triennale da 1,5 milioni di euro in totale e una serie di benefit per rendere il trasferimento più agevole. Ad esempio, se avesse accettato, Fiorillo avrebbe avuto a disposizione un charter pagato dalla società azera per tornare con frequenza dalla famiglia in riva all’Adriatico. Nulla da fare, la mega offerta non è bastata per interrompere il suo legame con Pescara. «È vero, erano tanti soldi, ma per me il denaro non è tutto», ha spiegato così la decisione presa nel 2018, quando aveva 28 anni, «per il futuro non escluderei una scelta dettata da motivi economici. Però ora voglio coronare il mio sogno di tornare in serie A con il Pescara e restarci per almeno due stagioni di fila».
Sono due anche le promozioni conquistate in carriera dal portierone: la prima a Livorno nel 2013, la seconda tre anni più tardi nella fila del Delfino. Il legame con Pescara è diventato amore il 9 giugno del 2015 allo stadio Dall’Ara, quando i biancazzurri allora guidati da Massimo Oddo si sono arresi al Bologna al termine del match di ritorno della finale play off. Quella sera, per la prima volta nella sua carriera, Fiorillo ha pianto per una delusione calcistica e ha capito che il rapporto con la maglia biancazzurra era davvero speciale. Nella rosa attuale è il giocatore con il maggiore numero di presenze nel Pescara, ben 186, una in più rispetto a Ledian Memushaj.
Ha un contratto in scadenza nel 2022 e vorrebbe onorarlo fino in fondo sperando di esaudire il sogno di tornare in serie A, superare l’indimenticato Gino Di Censo (220 partite col Pescara) e diventare il portiere più presente nella storia del club adriatico. Nella sfida di ritorno dei play out contro il Perugia è stato il principale artefice della vittoria ai rigori dell’undici di Andrea Sottil. Con due guizzi ha intercettato e respinto i penalty di Buonaiuto e Iemmello regalando la salvezza al Delfino. Ora Vincenzo si trova di fronte a un altro bivio. Tocca a lui decidere, la A lo aspetta e dire no al Verona sarebbe un altro gesto d’amore in un mondo dove le bandiere sono quasi introvabili.
Giovanni Tontodonati
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