Dt, Tavecchio cerca una via di uscita

Il pronunciamento della Corte d’Appello conferma quello che si sapeva: Lippi è incompatibile con il figlio procuratore
PARIGI. Il futuro azzurro si gioca su più tavoli. Esce di scena Lippi, potrebbe rientrare Sacchi (ma dietro le quinte), Tavecchio torna in Francia per fare campagna elettorale, cercando alleati alla Fifa e all’Uefa per poi bussare ai club italiani con maggiore autorità. Il tutto mentre sta per iniziare il ciclo-Ventura.
Lippi fuori. Giocare d’anticipo ha permesso a Marcello Lippi di uscire a testa alta da una situazione che sarebbe diventata scabrosa. Ieri infatti la Corte d’Appello della Figc ha messo la parola fine alla storia: Lippi non può ricoprire l’incarico di direttore tecnico della Nazionale per incompatibilità col lavoro di suo figlio, Davide.
L’incarico di dt gli era stato offerto da Tavecchio che poi, travolto dalle polemiche, si vide costretto a fare un passo indietro e a chiedere alla Corte d’Appello federale una interpretazione sulla norma che prevede incompatibilità tra persone con incarichi federali e parenti procuratori di calciatori. Finito nel tritacarne, Lippi il 24 giugno decise di tirarsi fuori, «così evito speculazioni» disse.
Soprattutto ha evitato di trovarsi oggi a un bivio: o lui fuori dalla Nazionale o suo figlio fuori dal mondo dei procuratori. Ha scelto in anticipo ciò che avrebbe dovuto scegliere oggi.
Il ritorno di Sacchi. La decisione era nell’aria e dunque Tavecchio già stava lavorando sul piano B. L’addio di Lippi consente alla Federazione di risparmiare 800mila euro e adesso solo una parte di essi sarà investita su un nuovo dt, ruolo che comunque viene considerato necessario per coprire le spalle a Ventura.
Il nome sul quale si punta è quello di Arrigo Sacchi. L’ex tecnico di Milan e Parma è allettato dall’idea di tornare in prima linea ma vuole restare un uomo di scrivania e non di campo. Per cui è possibile un “sì” al ruolo di direttore tecnico con unità d’intenti con Ventura, ma in campo (fisicamente) al fianco del nuovo ct potrebbe andare Maurizio Viscidi, attuale responsabile dello scouting Club Italia giovanili e vice coordinatore delle nazionali giovanili.
Tavecchio, Ventura e la Fifa. Il 18 luglio Giampiero Ventura firmerà, come da accordi il contratto con la Figc, un biennale. Per lui 1,3 milioni di euro a stagione e nessun premio supplementare in caso di qualificazione al Mondiale in Russia: per la Figc è un obiettivo che non si può neanche mettere in discussione.
Ma Tavecchio sa bene che il futuro azzurro è legato in buone parte a ciò che decideranno i club, ovvero i “fornitori” dei giocatori per la Nazionale. Prandelli aveva le mani legate e se n’è andato, Conte aveva le mani legate e se n’è andato, adesso Ventura sembra avere anche meno ascendente rispetto ai predecessori e c’è quindi il rischio che i club continuino nel loro ostracismo nei confronti degli stage azzurri.
Ecco perché in questi giorni Tavecchio tornerà in Francia per cercare di convincere i vertici Fifa a cambiare i paletti dei regolamenti, tutelando di più le nazionali. Il neo eletto presidente Fifa, Gianni Infantino, è ben disposto, ha inserito anche nel suo programma elettorale la rivisitazione del calendario (per avere più giorni liberi per le nazionali) ed è pronto a stanziare oltre 200 milioni per gli indennizzi ai club per l'uso dei giocatori in Nazionale. Soldi che in parte finirebbero dunque anche ai club italiani.
I dirigenti Figc sanno che questi sono i giorni più importanti. Bisogna sfruttare il risalto ottenuto dalla Nazionale per giocarsi le carte anche sul fronte interno, dunque nei rapporti coi club. Se passa il treno, il rischio è di una nuova guerra fredda da combattere solo dentro i recinti dei regolamenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

