Duello Comune-Virgo sul Chieti Basket

14 Novembre 2024

Gli amministratori-imprenditori replicano a D’Arcangelo («dirotterò le risorse sul calcio donne») sul salvataggio del club

CHIETI. Fasi più che mai interlocutorie nella vicenda relativa alle sorti societarie della Chieti Basket. Una realtà che, per circa settanta anni, ha rappresentato qualcosa di importante nella vita cittadina, espressione di una passione, quella per il mondo della palla a spicchi, che ha attraversato intere generazioni. Indimenticabili i primi anni Settanta fino ad arrivare, dopo una lunga pausa, alla presidenza di Gianni Di Cosmo con il ritorno in A2 per poi passare, in tempi più recenti, alla gestione di Gabriele Marchesani che ha riportato la squadra nel secondo campionale nazionale. Dalle sue dimissioni al rischio di scomparire dal panorama cestistico italiano scongiurato dall’intervento di Filippo D’Ottavio, protagonista sul parquet, a suo tempo, di stagioni memorabili, il quale caparbiamente ha assicurato l’iscrizione al campionato e l’allestimento di un organico in grado di lottare per il mantenimento della categoria. Ma ora le risorse economiche, in mancanza di sponsor e dell’ingresso di nuovi soci, non consentono il proseguimento del campionato e l’adempimento di alcune immediate scadenze con conseguente estromissione dal torneo. Ed arriva, da parte di Altair D’Arcangelo, patron della Virgo, entrata di slancio nella Chieti Calcio suscitando un rinnovato entusiasmo, l’intenzione di intervenire per salvaguardare la società di basket definita come «una realtà che ha inciso il proprio nome nella storia cittadina». Incombe il rischio di radiazione e lo stesso D’Arcangelo assicura l’impegno di rilanciare e sostenere il Chieti Basket proponendo a Mauro Febbo, ex assessore regionale, di ricoprire il ruolo di presidente. Il tutto nell’ottica di una integrazione della società biancorossa nella “famiglia sportiva della città" unendo le principali realtà sportive sotto un’unica gestione. C’è una reazione. Contenuta, in una nota del vicesindaco Paolo De Cesare e dell’assessore allo sport Manuel Pantalone. «Ribadiamo con fermezza l’impegno concreto dell’amministrazione comunale verso lo sport cittadino ed il fatto che, anche come imprenditori, ci siamo sempre concentrati su azioni concrete e non su dichiarazioni o promesse», si legge nel comunicato. «Abbiamo mobilitato risorse familiari, attraverso sponsorizzazioni a sostegno della Chieti Basket e siamo sempre pronti a confrontarci con chiunque voglia contribuire concretamente al benessere e al futuro dello sport cittadino». Immediata la replica di Altair D’Arcangelo: «Accolgo con soddisfazione la notizia che il vice sindaco e l’assessore allo sport si stiano impegnando per salvaguardare il futuro della Chieti Basket. Ero stato coinvolto per intervenire in un contesto di emergenza, al fine di tutelare il titolo sportivo della squadra, rilevando l'assenza delle istituzioni. Sono dunque lieto di constatare che ora questa responsabilità sia stata presa in carico adoperandosi per la salvaguardia di una importante realtà sportiva. A fronte di questo nuovo scenario, l’impegno che avremmo profuso per garantire continuità e solidità alla Chieti Basket lo destineremo al calcio femminile, affinché trovi una casa stabile e adeguata nella comunità sportiva teatina». Stop. E parola a Mauro Febbo che si dichiara molto amareggiato dall’evolversi della situazione. «Mi sto prodigando da tempo per arrivare ad una soluzione in grado di dare continuità alla società biancorossa cui sono legato al pari di altre attività sportive della città. Sembrava si fosse arrivati ad una soluzione in grado di far fronte alle immediate necessità, sin da lunedì prossimo, ed ora, invece, pare si sia tornati al punto di partenza. La politica? Non credo c’entri molto. Su tutto dovrebbe prevalere il buon senso e la voglia di fare. In tale ottica mi è stata appunto proposta la carica di presidente della Chieti Basket con un ruolo di garante. Come appassionato di sport con una certa esperienza alle spalle. Non so davvero, a questo punto, come si potrà uscire da un momento difficile. Se lo chiedono in parecchi, tra speranze e smarrimento, aspettando novità con il legittimo desiderio di poter semplicemente continuare a gioire, e magari anche soffrire, come sempre accaduto, attorno ad un campo di pallacanestro». Si attendono sviluppi.
Giuseppe Rendine
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