Dugarry sparla: Verratti non è da Barça

21 Giugno 2017

Botta e risposta tra l’ex milanista e l’agente Di Campli che replica: «Da che pulpito!»

ROMA. Il destino di Marco Verratti, descritto come sempre più determinato a lasciare il Paris Saint-Germain, continua a tener banco fra i titoloni di radiomercato. In Spagna, i quotidiani «Mundo Deportivo» e «Sport» sono usciti ieri con una prima pagina che riporta a caratteri cubitali il numero di milioni che il Barcellona sarebbe disposto a versare per il centrocampista azzurro: 70 il primo, 80 il secondo. Stabilendo quindi un limite alle somme che sono circolate in questi giorni, anche a tre cifre. «Mundo Deportivo», infatti, ricorda come tre anni fa il club blaugrana abbia pagato 82 milioni Luis Suarez, un attaccante da classifica cannonieri. E supporta la tesi confrontando le valutazioni di altri centrocampisti che hanno o stanno animando il mercato: da Bernardo Silva a Seri, ad André Gomes, già al Barcellona. A tutto c'è un limite, insomma.
Ieri, però si è sviluppata una polemica a distanza sul conto del centrocampista pescarese che sta facendo le vacanze a Ibiza. Ad accendere la miccia è stato Christophe Dugarry, campione del mondo con la Francia nel 1998 e d'Europa nel 2000, ed ex calciatore del Milan. Sul possibile passaggio di Verratti al Barça, Dugarry è intervenuto a RMC Sport: «Il comportamento del Barcellona per quanto riguarda Verratti non va bene», ha detto. «Manca chiarezza da parte del club catalano. Il giocatore ha il diritto di voler andar via, ma il club parigino ha il diritto di rifiutare. Io penso che Verratti non sia un campione ma solo un buon giocatore, è stato bravo a pigolare per i rinnovi di contratto ma poteva aspettare ancora qualche anno prima di decidere di lasciare Parigi per andare al Barça».
Non solo. «Verratti è un buon giocatore, certo, ma che cosa ha fatto per meritare il Barcellona?». Una stilettata dietro l'altra: «Ogni sei mesi Verratti appare sui media per chiedere un aumento dello stipendio», attacca Dugarry. «E spesso è infortunato perché il suo stile di vita non è il migliore...».
Non si è fatta attendere la replica dell'agente del calciatore, Donato Di Campli. Sui social ha risposto duramente alle osservazioni di Dugarry: «Caro Dugarry, in Italia sei ricordato, per le sfilate di moda ed i party a base di pepsi e non per aver giocato a calcio. Da che pulpito...»
Non è finita, perché Dugarry è ritornato all’attacco, stavolta sul personale nei confronti di Di Campi, bollato come "il Raiola dei poveri".