E Battistini furioso mima il gesto delle manette

11 Settembre 2017

Contestato l’arbitraggio: «Naso quasi rotto a un nostro calciatore e c’era un rigore su Boldrini»

PESARO. Al triplice fischio c’è grande rabbia in casa abruzzese. La sconfitta contro la Vis Pesaro lascia gran malcontento nell’ambiente rossoblù e c’è grande rabbia soprattutto per l’allenatore dell’Aquila.
Mister Battistini a fine gara ha mimato il gesto delle manette che rese celebre José Mourinho.
Superfluo dire che all’allenatore rossoblù non sia piaciuta la direzione di gara.
«Andate a rivedervi le immagini», suggerisce il tecnico, «Cafiero ha preso un colpo che gli ha quasi rotto il naso e non è stato sanzionato. Mettiamoci pure che ci poteva stare un rigore su Boldrini e ci sono stati dei sistematici calci di punizione dal limite per la Vis su situazioni discutibili».
Parentesi arbitrale che però non è un alibi: «In questa gara è riduttivo parlare dell’arbitro», aggiunge, «piuttosto parliamo di un’Aquila che ha messo in campo una prestazione positiva non premiata dal risultato. Perché abbiamo preso gol in due circostanze particolari: nella prima il vento ha aiutato la traiettoria che ha premiato Baldazzi e nel secondo Carta s’inventa un eurogol su cui puoi fare poco. Poi però non ho contato parate di Farroni. Ne ho contate, e importanti, di Marfella. A numero di occasioni avremmo quantomeno meritato qualcosa in più».
La Vis però è stata premiata da una rosa in cui abbondano talento e mestiere: «Avevamo di fronte un avversario che punta a vincere il campionato», continua Battistini, «noi dopo questa partita possiamo pensare di ambire a obiettivi medio-alti. A patto che giochiamo il nostro calcio. Cosa che non abbiamo fatto negli ultimi minuti. Cosa che invece hanno saputo fare loro amministrando con il mestiere di giocatori che hanno già vinto campionati».
L’analisi della gara racconta di «due approcci ai due tempi che L’Aquila poteva gestire in altra maniera», continua Battistini, «abbiamo tenuto il controllo di buona parte della gara, ma in quei frangenti abbiamo concesso loro metri di campo che si sono rivelati fatali».
I Nerostellati di Pratola al Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia possono essere ora l’avversario per ripartire: «Lo può essere continuando a lavorare sul nostro calcio. Questa è una squadra nata perlopiù dopo Ferragosto e deve mettersi in testa che può migliorare tantissimo. Ma se mantiene l’obiettivo di restare sempre propositiva».