E Bologna si tinge di biancazzurro

10 Giugno 2015

La pacifica invasione di 3mila supporter e un tifo ininterrotto. Alla fine proteste contro Sky: non ci ha quasi mai inquadrati

BOLOGNA. La serie A del Pescara? Stavolta non comincia da Bologna. La città dei trionfi con storici esodi di massa prima di Cadé e quindi di Angelillo, stavolta non spettatrice neutrale, ha negato l'apoteosi a Oddo e i suoi ragazzi. Un trionfo, un'impresa in appena 20 giorni, qualcosa che se realizzata sarebbe stata ai confini dell'incredibile. Anche se l'avrebbero certo meritata i tanti, tantissimi fan biancazzurri giunti in Emilia in un caldo pomeriggio di inizio estate.

Nonostante o tanti disagi, alla fine sugli spalti del Dall'Ara sono arrivati in quasi tremila, senza contare almeno un altro paio di migliaia tra residenti in zona e chi ha acquistato i biglietti attraverso amici e che si sono sparsi per le diverse tribune. Non una vera invasione, d'accordo, ma quella biancazzurra non è stata certo una presenza marginale, né silenziosa. L'operazione Dall'Ara (che con i campi di Frosinone e Carpi ci regala una serie A poco connessa..) era scattata con largo anticipo.

Le prime auto imbandierate di biancazzurro sono state segnalate al casello dell'A14 poco dopo le 12,30. Prima poche e isolate, poi sempre più numerose, fino a diventare praticamente una colonna tra le 15 e le 16. Bus, minibus, gran turismo, utilatarie. Ogni mezzo, non trascurando il treno, scelto da chi privilegia la comodità e non ha fretta (Quasi colmi i convogli del pomeriggio). Per qualche ora gli autogrill lungo il percorso si trasformano in altrettanti luoghi di happening improvvisati, canti, cori, bandiere al vento. Si improvvisano feste, riti collettivi, di tutto. Non manca qualche “saluto” ai rivali bolognesi, che in verità poi allo stadio hanno abbondantemente “ricambiato”, facendo in fretta dimenticare il clima allegro e spensierato della vigilia. Ma tant'è, non è sempre Pescara- Vicenza, purtroppo. Il prepartita, come vuole l'occasione, inizia dunque con largo anticipo. Già alle 17,30 intorno allo stadio c'era gran fermento. Affollatissimi i Bologna point, non di meno i vari bar della zona. Nessun problema per i già numerosi tifosi pescaresi presenti, almeno in quanto a ospitalità (poi si saprà con qualche stupida eccezione) Bologna non si smentisce. Davanti ai cancelli si discute, si saluta, si spera. C'è la signora Franca «È la terza volta che vengo, finora non abbiamo mai perso...». Non dice altro, si vede che cuore e superstizione confliggono. Poco più là, Franco (68 anni, edile) mostra una bandiera un po' sbiadita, quasi come i suoi pochi capelli. «Ce l'ho dal 79, ha fatto tutte le serie A, farà pure la prossima». Il clima è di fiducia, tanta, ma si vede anche un filo di preoccupazione. «Magari giocano male,ma so’ forti» dice Alessandro, 32 anni, barista “in malattia concordata” in un locale della movida. In buon anticipo arrivano anche alcuni dei Vip attesi in tribuna. Alle 18,30 Gianfranco Fini già “inciampa” con alcune telecamere: «Il purgatorio in B ci ha resi più forti anche per la A, sono fiducioso anzi sicuro»; qualche pescarese, anche se di centrodestra, chiosa a mezza bocca «ultimamente non ne azzecca una...». Arrivano alla spicciolata anche alcuni ex bolognesi di ieri e l'altro ieri. Ecco immancabile Gianni Morandi, con l'amico e collega Mingardi che farà anche da commentatore tv, poi Cremonini, Marocchi, in doppia veste (ex e tv). Mentre i arrivano i dirigenti biancazzurri col pullman al seguito, in tribuna cresce la folla di politici e personaggi, assessori, consiglieri, eletti e trombati di ogni ordine e grado. Annunciano anche Prodi, ma sfugge alle tv ai cancelli, pare travestito da ciclista o forse aiutato a sgattaiolare tra i “paletti” da Albertone Tomba. Ma lo spettacolo è sugli spalti (e alla fine Sky riceverà alcune telefonate di protesta per non aver quasi mai inquadrato i tifosi del Pescara), prima che si accenda in campo. I fan biancazzurri iniziano a far sentire la propria voce. Una voce che non si spegnerà mai neanche al gol di Sansone, che si riaccende più forte che mai dopo quello di Pasquato. Che diventa rabbia incontenibile alla traversa di Melchiorri. Roba da far tremare le torri... prima di sfumare nel lungo, affettuoso, quasi commosso abbraccio finale tra spalti e campo. Una abbraccio pieno di lacrime e sorrisi, amarezze e gratitudine, rimpianti e promesse. Un abbraccio per dire grazie lo stesso, è stato bello provarci. Sarà bellissimo riprovarci..

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