E Daniele Colli denuncia lo spettatore-fotografo

16 Maggio 2015

«Questa persona dovrebbe chiedere scusa a tutti, tra l’altro nemmeno sta guardando la gara, incredibile... #nocomment». Daniele Colli ha scritto così ieri mattina su Twitter dopo aver passato una...

«Questa persona dovrebbe chiedere scusa a tutti, tra l’altro nemmeno sta guardando la gara, incredibile... #nocomment». Daniele Colli ha scritto così ieri mattina su Twitter dopo aver passato una notte insonne per i forti dolori al braccio sinistro, frantumatosi dall’impatto con il teleobiettivo di uno spettatore durante la volata di gruppo di giovedì a Castiglione della Pescaia. Nel “cinguettio” anche la foto della sua caduta con l’ingrandimento dello spettatore incauto.

Colli, milanese di 23 anni, non è un corridore qualsiasi in gruppo. Ha una storia che ha commosso e lo ha fatto diventare una sorta di simbolo: professionista dal 2005, cinque anni dopo ha dovuto affrontare il Calvario di un tumore benigno alla gamba. Operato, ora l’arto è tre centimetri più corto. È tornato in gruppo, poi altre cadute, altra sfortuna, il ritorno alle corse nel 2013 con la Nippo Fantini. E una serie di risultati lusinghieri.

Al Giro nel team di Damiano Cunego, Colli stava facendo vedere tutto il suo potenziale. E ora, supportato dalla sua squadra, non vuole archiviare la caduta di Castiglione della Pescaia, che gli ha causato la frattura scomposta al braccio sinistro, come un incidente di gara. «Perché quello non è un incidente di gara – spiega il team manager della squadra italo-giapponese, Francesco Pelosi –. Quell’uomo ha avuto tutto il tempo di chiedere scusa per quanto fatto, invece non si è ancora fatto vivo. Quindi il nostro corridore lo denuncerà».

Ieri Colli è stato sottoposto a un intervento chirurgico nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Grosseto: la frattura è stata ridotta. Tra qualche giorno, pur sui rulli, il velocista potrà riprendere gli allenamenti. Prima querelerà lo spettatore, chiedendo che questo venga identificato grazie alle immagini tv. Denuncia penale, cui seguirà un ricorso alla magistratura civioe da parte della sua squadra. Ma non da parte dell’organizzazione. «Non abbiamo la possibilità di intervenire in questo senso – ha detto il patron del Giro d’Italia, Mauro Vegni. Si tratta di lezioni gravi e spetta solo all’atleta sporgere denuncia». Colli, che addirittura prima di essere operato si è “scusato” con il leader del Giro, per averlo fatto cadere mettendo così a rischio la rincorsa al secondo Giro d’Italia, vuole quindi sia fatta giustizia. Perché episodi del genere non si ripetano. «Dobbiamo lavorare sull’educazione del tifoso – ha detto il presidente dell’associazione corridori, Cristian Salvato – più che alzare barriere nel rettilineo finale: è questa la strada maestra. Educazione allo sport del pedale». (a.s.)

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