E la Francia non capisce perché

12 Luglio 2016

Incredulità nel day-after. Squadra comunque all’Eliseo, Hollande la rincuora

PARIGI. Niente da fare, è più forte di loro. La presunzione è malattia congenita dei francesi che hanno perso l’ennesima occasione per smentire questo luogo comune. Già, perchè la Federcalcio ha fatto incautamente decorare il pullman con la scritta «Merci» sul retro e «Champions d'Europe 2016» su tutta la fiancata, colorata di bleu nazionale.

Domenica il bus ha circolato liberamente in autostrada prima della finale con noncuranza. Era tutto pronto per la festa, i francesi si sentivano sicuri di avere l'Europeo già in tasca, avevano persino prenotato un prestigioso ristorante sulla piscina storica Molitor per fare bisboccia tutta la notte. Una sorta di affronto alla scaramanzia, da cui la Francia è uscita con le ossa rotte.

Come in pompa magna era stato allestito il ricevimento di ieri all’Eliseo, dove Francois Hollande avrebbe voluto celebrare i nuovi campioni d’Europa mentre invece si è trovato a dover consolare dei giocatori col morale a terra e con la voglia di scappare il più lontano possibile.

«Avete conquistato il cuore dei francesi», ha detto il presidente della Repubblica, avvilitissimo ma comunque desideroso di rincuorare i giocatori nel incontro nella “casa” della Repubblica.

Il più sconsolato è Antoine Griezmann. Nemmeno il titolo di capocannoniere della competizione e la nomina a miglior giocatore del torneo lo rincuorano. Ha avuto sulla testa il match-point ma non gli è andata bene. E pensare che se la Francia avesse vinto il minuto attaccante transalpino si sarebbe portato a casa anche il Pallone d’oro. E invece no, battuto da Ronaldo nella finale di Chmapions con l’Atletico e battuto da Ronaldo anche a casa sua, a Parigi.

«Due finali perse in un mese, è uno schifo», dichiara il talento cresciuto al Real Sociedad.

All’Eliseo tutti i giocatori vengono accolti calorosamente, strette di mano, abbracci, addirittura un bacio per Laurent Koscielny, non per ulteriore consolazione visto l'errore fatale nella marcatura di Eder nel gol portoghese, ma perché nativo di Tulle, il feudo elettorale di Hollande.

«È durissima, siamo molto delusi - afferma Olivier Giroud - Ma venire qui all'Eliseo, incontrare il presidente, vedere tante persone, ci ha restituito un po’ il sorriso. Avremmo voluto venire col trofeo, ora diamo appuntamento ai francesi per la Coppa del mondo».

L’ultimo ad abbandonare l’Eliseo è il capitano Hugo Lloris, che si sente un po’ responsabile per il gol subito da Eder dove non è stato impeccabile. «Ci vorranno diverse settimane prima di riprendermi da questa sconfitta in finale», ha detto il portiere transalpino, che fino all’incertezza nei supplementari era stato giudicato come uno dei migliori portieri del campionato.

Ma se la delusione è enorme, altrettanto lo è il sospiro di sollievo che hanno tirato il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, e i suoi collaboratori: la minaccia più terribile che pesava sul torneo, il terrorismo dell’Isis, non ha colpito. E i danni provocati dagli hooligan russi o croati, o dai gruppi di facinorosi parigini che anche l’altra notte hanno dato vita alla solita guerriglia con la polizia, sono stati limitati.

«Nonostante un contesto elevato di minaccia, l'Euro è stato un successo agli occhi del mondo intero - ha sottolineato Cazeneuve facendo il bilancio - Le cifre parlano di 1.550 fermi e 64 accompagnamenti alla frontiera La Francia è rimasta la Francia».

Insomma, nonostante gli scontri di domenica sera nelle zone adiacenti alla fans zone agli Champs Elysées, la Francia può dire di aver vinto l’Europeo della sicurezza, sicuramente il più a rischio di tutta la storia. E questo è obiettivamente un grande successo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA