Eccellenza, un’ingenuità punisce il Sambuceto

Sfida di ritorno giocata sul filo dell’equilibrio: il Campobasso avanza grazie a un rigore nella ripresa
SAN GIOVANNI TEATINO. Il Sambuceto è fuori dalla coppa Italia di Eccellenza. La corsa dei viola si ferma al primo turno della fase nazionale. Ai quarti ci va il Campobasso che con il minimo sforzo vince di misura alla Cittadella dello Sport con un rigore di Vanzan al 64’. I molisani ora affronteranno il Formia che ai calci di rigore ha eliminato il Budoni. Per il Sambuceto resta il rammarico perché nel doppio confronto tra Molise e Abruzzo la superiorità del Campobasso non si è vista. All’andata era finita 0-0 e anche la gara di ritorno era incanalata verso il pareggio senza reti. A deciderla un episodio, al 64’, quando l’arbitro ha sanzionato un fallo di mano di Camplone e assegnato il rigore al Campobasso, mai pericoloso fino a quel momento. I molisani, privi del bomber Ripa (infortunato), non hanno mai tirato in porta. Fino all’episodio del rigore, lo 0-0 era il risultato più giusto anche se a rendersi più pericoloso era stato il Sambuceto con una sassata di Rodia (18’) deviata in angolo da Di Rienzo e con una traversa scheggiata da un tiro cross di Brattelli dopo 45 secondi della ripresa. Dopo il rigore di Vanzan, Ronci ha ridisegnato la squadra dando maggiore peso all’attacco con gli inserimenti di Sparvoli e Barrow e il Sambuceto ha aumentato i giri del motore. L’occasione più limpida è capitata sui piedi di Ranieri, ma il vero episodio che poteva far girare la partita dalla parte dei viola è arrivato al 75’ quando l’arbitro ha negato un rigore per fallo su Sparvoli. Proteste viola anche pochi minuti dopo per un altro contatto dubbio su Barrow, ma l’arbitro Laganaro di Genova ha lasciato proseguire. Nel finale, rosso diretto a D’Angelo per una gomitata a Guillari. «Perdere così dispiace», dice il tecnico viola Donato Ronci, «non abbiamo concesso un tiro in porta al Campobasso. Abbiamo avuto le occasioni per segnare. Ci è mancata cattiveria sotto porta e un pizzico di fortuna perché mi dicono che c’erano due rigori. Sparvoli mi ha detto che è stato agganciato in area e quello su Barrow era ancora più clamoroso da quello che hanno visto i ragazzi in campo. Usciamo a testa alta».
«È vero che gli episodi fanno la differenza», il commento di Pino Di Meo, tecnico del Campobasso, «ma bisogna essere bravi ad andarseli a cercare. Ora pensiamo al campionato: siamo primi a +5 sull’Isernia, ma bisogna restare con gli occhi aperti».
Giammarco Giardini
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