Eder-Pellè per i gol ai fenomeni belgi: oggi è vietato perdere

L’interista pare aver vinto il ballottaggio con Zaza là davanti Azzurri col classico 3-5-2: De Rossi regista, Darmian a destra
INVIATO A LIONE. “Generazione di fenomeni, siamo noi”, cantavano gli Stadio. Alla vigilia di Belgio-Italia ti rendi conto che in realtà la generazione di fenomeni sono loro: favoriti nel pronostico, imbottiti di qualità, nel pieno di un ciclo che li ha portati anche al primo posto del ranking Fifa. E quindi? Ci facciamo asfaltare? Ci facciamo già il segno della croce prima di scendere in campo? Macchè, fuori un po’ d’ottimismo: andiamo ad affrontare questo debutto Europeo con l’orgoglio di chi vuole difendere una maglia e una storia. Il tutto con due risultati a disposizione, perché il pareggio non sarebbe affatto da buttare. Anzi.
Individualità del Belgio contro il concetto di “squadra” che piace a Conte: eccola qua la chiave tecnica del match. Ed è per questo che il Ct oggi presenterà una nazionale compatta nel suo tanto amato 3-5-2. Le scelte sembrano quelle anticipate ieri, con Eder favorito in attacco su Zaza. Insomma, la linea a 3 sarà quella classica con Barzagli-Bonucci-Chiellini, muro di cinta del castello azzurro; a dare una mano ci sarà anche Darmian, chiamato a dare equilibrio tattico visto che sull’altra fascia Candreva ha patente abilitata per stare sempre in corsia di sorpasso.
Il destino azzurro passerà in buona parte dall’apporto che ci darà il centrocampo. De Rossi sarà il play basso davanti alla difesa, con Parolo e Giaccherini alfieri: il primo per dare sostanza, il secondo per tuffarsi negli spazi. Occhio perché proprio Giaccherini può diventare la variabile impazzita, visto che il Belgio non ha grande filtro davanti alla difesa.
In attacco come detto Eder sembra aver vinto il ballottaggio su Zaza. Anche ieri mattina Conte l’ha provato vicino a Pellè e in più di un’occasione si è avvicinato a lui per istruirlo, per spiegargli movimenti e incroci col compagno di reparto.
C’è una certezza tattica sul match: Conte vuole che l’Italia spinga sulle fasce e cerchi di verticalizzare, senza mai lasciare il palleggio comodo ai belgi. Anche perché il loro 4-2-3-1 sembra dipinto su misure per devastare le difese avversarie, ma può soffrire quando riesce a tenere il pallino del gioco.
Pericolo pubblico, manco a dirlo, Eden Hazard: uno che fai fatica a imbrigliare perché ti porta fuori, parte da destra, diventa seconda punta, ha dribbling e senso del gol nel sangue. Conte se lo ritroverà dalla sua parte nel Chelsea, magari insieme a Nainngolan, per ora però dalla loro parte si troveranno solo Barzagli e Darmian.
Una curiosità. Italia e Belgio si erano già affrontate nell’Europeo del 2000, finì 2-0 per noi (reti di Totti e Fiore) e in campo c’erano anche gli attuali due Ct, Conte da una parte e Wilmots dall’altra. Da giocatore Conte lo ha sempre battuto. E lui è uno che ama mantenere le buone abitudini.
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