Eder senza garanzie «Non voglio prendere in giro i nostri tifosi»

INVIATO A MONTPELLIER. «Ehi mister, come va?». Si abbracciano Eder e Walter Zenga, l’incontro è quasi casuale all’interno di Casa Azzurri. Bei tempi per entrambi quando il cielo era blucerchiato. Uno...
INVIATO A MONTPELLIER. «Ehi mister, come va?». Si abbracciano Eder e Walter Zenga, l’incontro è quasi casuale all’interno di Casa Azzurri. Bei tempi per entrambi quando il cielo era blucerchiato. Uno segnava a raffica, l’altro allenava in serie A. Ora Eder non segna più e Zenga fa l’opininista.
Cercasi gol disperatamente. Lei Eder può rispondere all’annuncio?
«Non posso prendere in giro la gente».
In che senso?
«Se ora dico che segnerò 10 gol e poi magari ne faccio 0, che figura ci faccio? Prenderei soltanto in giro i tifosi».
Ma se un attaccante non segna...
«Mettiamola così. Io prometto di dare il 100% in tutte le partite».
Probabilmente dava il 100% anche all’Inter dove però è finito in panchina.
«La cosa che conta di più è la fiducia di Conte nei miei confronti, del resto non mi interessa niente: se sono qui non è per quello che ho fatto all’Inter in tre mesi ma per quello che ho dimostrato negli ultimi quattro anni. Non è un caso che è da un anno e mezzo che Conte mi chiama in nazionale».
In qualche modo però ci piacerebbe capire cosa è successo all’Eder interista.
«Diciamo che nell'ultimo mese e mezzo ci sono stati dei problemi e ho giocato poco».
Colpa di Mancini?
«Ho avuto dei problemi fisici, compreso un dolore all’adduttore prima della partita con la Finlandia. Ora però abbiamo lavorato sodo e posso dire di essere a posto».
A posto... nel senso che è di nuovo l’Eder visto con la Samp?
«Sì, fisicamente mi sento bene, proprio come nel primo periodo della stagione».
Quando segnava
«Quando segnavo».
Dica la verità: a un certo punto ha temuto pure di non essere nei 23 convocati di Conte.
«Eh beh, se aveva paura uno come De Rossi, non dovevo avere paura io? Tutti erano in ansia, anche io ho aspettato la lista fino all’ultimo».
E ora sarà in ansia per una maglia da titolare.
«La verità? Neanche noi sappiamo quali siano le scelte che vuole fare Conte. Per ora pensiamo ad allenarci al massimo, poi vedremo cosa succede per la prima partita col Belgio».
Facciamo il gioco delle coppie.
«Cioè?»
Con quale punta le piacerebbe giocare nel 3-5-2 di Conte?
«Per ora mi è sempre capitato di giocare con Pellè, ma per caratteristiche sono uno che si adatta bene con ogni tipo di attaccante».
Dura essere l’erede di un reparto che ha visto vestire la maglia azzurra a Vieri e Totti, a Gilardino e Del Piero...
«Che senso ha guardare indietro?»
Guardiamo al Belgio?
«Sì, meglio».
Partita complicata.
«Una vittoria ci darà molta fiducia per il resto del torneo. Ma non sarà la partita decisiva».
Parola di Eder, l’uomo che segnava, non promette e guarda solo avanti.
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