Eguagliata la serie record dello squadrone del ’75

13 Aprile 2015

Il Teramo di Fantini infilò 24 risultati utili tra dicembre e giugno e arrivò a -2 dalla capolista Modena, poi perse a Novi Ligure alla penultima e la B sfumò

TERAMO. Il Teramo di Vivarini sabato ha eguagliato un record storico, quello della più lunga serie utile dei biancorossi nella terza serie nazionale: 24 partite. Il record dura dal campionato 1974-75, quando – dal 7 dicembre all’8 giugno – il Diavolo allenato da Eugenio Fantini infilò 12 vittorie e 12 pareggi. Di analogie tra quella e questa stagione ce ne sono altre, su tutte il fatto che il Teramo affrontava allora e affronta adesso la terza serie da neopromossa, dopo aver scalato diverse categorie negli anni precedenti. L’analogia principale, però, è che entrambe le serie positive sono servite ad alimentare il sogno della serie B.

Prima di questo mese di aprile il Teramo non è mai stato così vicino alla B come tra la fine di maggio e l’inizio di giugno del 1975. Il 18 maggio di quarant’anni fa, battendo 2-1 il Giulianova nella quintultima giornata, i biancorossi – insieme al Rimini – si portarono a -2 dal Modena, che da gennaio guidava il girone B dell’allora serie C unica e che quel giorno perse 3-1 sul campo della Novese. All’epoca saliva in B la prima di ogni girone, la parola play off era sconosciuta agli sportivi e la vittoria valeva due punti. Il distacco di due punti tra il Teramo e il Modena durò ancora due domeniche. Il 1° giugno il Teramo pareggiò 1-1 a Grosseto e il Modena 2-2 in casa con l’Empoli, l’8 giugno il Teramo battè 2-0 il Pisa (il secondo gol fu una strepitosa prodezza di Stefano Chiodi, che poi avrebbe giocato nel Bologna e nel Milan) e il Modena passò 3-1 a Livorno. La sera dell’8 giugno il Teramo era secondo da solo, essendo stato il Rimini fermato sull’1-1 dalla Sangiovannese.

Il 15 giugno, penultima di campionato, il Teramo giocò a Novi Ligure mentre il Modena riceveva il Chieti. I biancorossi segnarono dopo 4 minuti con Pulitelli (che avrebbe chiuso il campionato da capocannoniere con 18 centri) e gestirono il vantaggio – con fatica crescente – fino al 31’ della ripresa, quando la Novese pareggiò su rigore. Un minuto prima era stato espulso lo stopper biancorosso Canestrari. A 7 minuti dalla fine la Novese trovò il gol della vittoria con un tiro all’incrocio dei pali. Finì 2-1, mentre il Modena non andava oltre l’1-1 con il Chieti. Se il Teramo avesse vinto, sarebbe andato a -1 dagli emiliani e si sarebbe giocato tutto nell’ultima domenica. Il 3-1 sulla Massese del 22 giugno, invece, servì solo a chiudere in bellezza un campionato comunque stupendo. Il Teramo finì terzo a 50 punti dietro a Modena (53) e Rimini (51). Per la cronaca la Novese, nonostante avesse compiuto l’impresa di interrompere la serie di 24 gare utili del Diavolo, retrocesse.

Il Teramo, oggi, non deve inseguire ma fa da lepre. E non c’è, al vertice della classifica, la bagarre che c’era allora. L’Ascoli è a -7, la Reggiana a -9. Ma ai tifosi biancorossi interessa che, alla fine, ci sia una sola grande differenza tra questa stagione e quella, comunque indimenticabile, di quarant’anni fa. La differenza sta in sei lettere: serie B.

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