El Pibe: «Messi, premio immeritato» Incidenti in Argentina: 120 arrestati

15 Luglio 2014

INVIATO A RIO DE JANEIRO. Le lacrime nella notte di Rio de Janeiro non hanno eroso la delusione. Il risveglio è stato ancora inquieto, anche se a regalare un sorriso a Lionel Messi e compagni ci ha...

INVIATO A RIO DE JANEIRO. Le lacrime nella notte di Rio de Janeiro non hanno eroso la delusione. Il risveglio è stato ancora inquieto, anche se a regalare un sorriso a Lionel Messi e compagni ci ha pensato il loro popolo, accogliendoli come eroi.

Le critiche di Maradona. Prima però partiamo da Diego Armando Maradona, l’uomo del “dopo lui, non vinciamo più”. Appurato che tra lui e Messi ci sono tre categorie (almeno sul campo), interessante l’analisi che ha fatto Maradona sul match. «La Germania ha vinto approfittando di una nostra disattenzione difensiva. Piuttosto non ho capito il commissario tecnico Sabella: perché ha tolto Lavezzi? Stava giocando bene. Aguero era fuori forma. Se poi nel finale togli Perez per far entrare Gago, è evidente che vuoi solo pareggiare».

E poi su Messi. «Non meritava il titolo di miglior giocatore del Mondiale. Voglio bene a Leo e gli regalerei il cielo ma il premio è stato immeritato, ingiusto. È tutto frutto del marketing. Secondo me andava premiato James Rodriguez».

Sabella e la sconfitta. Concordiamo su tutto, dalle perplessità sul cambio Lavezzi-Aguero, al premio di Messi. Vogliamo però aggiungere che l’Argentina è arrivata così in alto soprattutto per merito del suo ct Alejandro Sabella che non sarà un inno al calcio-luna park, ma per poco non vinceva un Mondiale con Demichelis e Biglia.

Messi: «Altro che premio...». Eccolo qua Lionel Messi, il piccolo fenomeno numero uno al mondo di oggi, ma non di sempre. Anzi, la sensazione è che il 10 del Barcellona esca quasi ridimensionato da questo Mondiale. «Per me non ha alcuna importanza aver vinto il premio come miglior giocatore – ha commentato ieri – perché ciò che volevo era la Coppa. In questo momento provo ancora una delusione molto forteperò possiamo tornare a casa a testa alta.».

Il rientro da eroi. Questa squadra comunque è entrata nel cuore del suo popolo. Migliaia di tifosi hanno accolto il rientro dell’Albiceleste all’aeroporto di Ezeiza alle 11 locali (le 16 in Italia).

La squadra poi è stata ricevuta dalla presidente dell’Argentina, Cristina Kirchner. «All’inizio nessuno credeva in voi – ha detto – e a questi avete tappato la bocca. Avete giocato con grinta, passione».

Incidenti. L’Argentina si è svegliata anche contando i danni di una notte di fuoco, soprattutto a Buenos Aires che è stata teatro di incidenti. 120 persone sono state arrestate dalla polizia, almeno 70 sono rimaste ferite e tra queste 15 sono agenti delle forze dell’ordine.

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