EMOZIONI FORTI LACRIME SINCERE
Scrive il neurologo inglese Michael Trimble, in un libro intitolato “Perché agli esseri umani piace piangere”, che a un certo punto dell’evoluzione la nostra specie ha cominciato a lacrimare...
Scrive il neurologo inglese Michael Trimble, in un libro intitolato “Perché agli esseri umani piace piangere”, che a un certo punto dell’evoluzione la nostra specie ha cominciato a lacrimare indipendentemente dal bisogno di lubrificare le pupille, di renderle più forti e di combattere le infezioni. Lo chiama pianto emotivo e lo collega a due fattori: la nascita dell’autoconsapevolezza e la crescita del cervello sociale. In sostanza, piangiamo - e siamo l’unica specie animale a farlo anche per un motivo non biologico - per innescare un legame con l’altro: ci mostriamo più vulnerabili e meno aggressivi, che tradotto significa abbassare le difese e ridurre le distanze. Se c’è una cosa che il tifoso non perdona al calciatore, ma vale anche per l’elettore nei confronti del politico, è l’assenza di lacrime nel momento del fallimento: nulla irrita più che sentirsi abbandonato alla propria delusione dalla persona nella quale hai riposto aspettative.
Le lacrime di Buffon e di Barzagli, sabato sera, ci hanno raccontato una Nazionale più vicina a noi: i miliardari viziati degli ultimi Mondiali sono diventati persone che ce l’hanno messa tutta e che ci tenevano più dei loro tifosi. E così arrabbiarsi con loro è quasi impossibile. Certo, poi ci sarebbe da chiedersi che senso possa avere il pianto per l’eliminazione agli Europei di calcio nel momento in cui 9 italiani restano vittime del terrorismo a Dacca. Ma sarebbe una domanda razionale, e le lacrime quasi mai lo sono.
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