Entra Totti ed è un’altra Roma

Il 39enne capitano segna i due gol decisivi nel finale. Spalletti ammette: con lui è una squadra migliore
ROMA. La Roma torna nelle mani del suo capitano come se fosse finita all'improvviso in un film sulla magia del calcio. Appena tre minuti, dal 41' al 44' della ripresa, per far vincere i giallorossi, far esplodere l'Olimpico di gioia, riempire la curva Sud quasi che non se ne fosse mai andata via, e forse cambiare il corso della sua storia d'amore con la maglia n.10 che ormai sembrava segnata. A quattro minuti dal termine di Roma-Torino, Francesco Totti (303 gol con la maglia della Roma) entra e dà ragione a chi ancora crede che il calcio a volte sia davvero incredibile. In soli 17” il capitano giallorosso pareggia la gara sul 2-2 e subito dopo segna il rigore del 3-2 che rilancia la squadra di Spalletti anche per il secondo posto Champions in attesa del Napoli e scaccia i fantasmi dell'Inter, fermato in casa del Genoa. Il tutto a punire un bel Toro, capace di prendersi meritatamente il primo tempo e di ripassare in vantaggio dopo l'1-1 di un Manolas doubleface, tanto inguardabile nei primi 45' quanto coriaceo e volitivo nella seconda parte della gara.
Due volte in vantaggio e in altrettante occasione rimontato: il Torino ha ceduto alla fine per via di un rigore generoso concesso dall’arbitro teramano Calvarese.
Brutto primo tempo dei giallorossi che invece nella ripresa spingono e si vedono non fischiare un calcio di rigore: fallo di mano netto, questa volta di Gazzi su tiro di Nainggolan. Per Calvarese è tutto regolare ma le proteste di giocatori e pubblico sono veementi. Entra Dzeko e la Roma agguanta il pari, al 21' st su calcio d'angolo di Perotti Manolas salta più in alto di tutti non lasciando scampo a Padelli. È l'1-1, la squadra di Spalletti si ribalta in avanti alla ricerca del gol vittoria per continuare a sognare il secondo posto ma il Torino ne approfitta per assestare un contropiede da applausi rifinito sotto rete da Martinez.
Il match per la Roma sembra finito. È qui che Spalletti, dopo tutte le polemiche di Bergamo, decide di giocarsi la carta Totti a 4' dalla fine dei tempi regolamentari. E nessuno, nè lui ne forse lo stesso N.10 giallorosso potevano prevedere quello che stava per accadere. Il capitano romanista segna il gol del 2-2 dopo soli 17” dall'ingresso in campo: punizione di Pjanic spizza Manolas e spaccata sul secondo palo di Totti che si invola ad esultare in solitaria sotto la curva Sud come ai tempi dei due gol segnati nel derby finito 2-2 l'anno scorso. Ma non è finita: al 44' Perotti crossa in area, la palla viene deviata con il braccio da Maksimovic e dopo due sviste analoghe Calvarese concede il rigore. Sul dischetto va Totti che segna e firma un gol che, oltre a lasciare aperta la strada che porta all'ingresso diretto in Champions, potrebbe allungare la sua storia con la Roma di ancora un anno.
«È una vittoria fondamentale anche in funzione degli altri risultati, con questo finale diamantato. Quando Totti è entrato pensavo tirasse la punizione», ha raccontato Luciano Spalletti nel dopo gara, «invece si è messo dietro i difensori e dopo ha fatto questa spaccata per segnare. Poi è stato bellissimo il boato dello stadio. Quando siamo in difficoltà, contro una squadra che si chiude Totti è il meglio che c'è. La sua gestione è difficile, ma devo dire che con lui in campo è stata un’altra Roma».

