«Entusiasmo e qualità» Galeone vota Pescara

25 Maggio 2015

Il tecnico è il doppio ex: biancazzurri più forti, a Camplone dico che...

PESCARA. Andrea e Giacomino da una parte e il suo “grande amore” dall’altra. Domani il Pescara gioca il primo round dei play off a Perugia. Una gara da dentro o fuori che i biancazzurri vogliono vincere a tutti i costi dopo aver travolto il malcapitato Livorno. Sarà uno scontro fratricida tra due figli di mamma Pescara: Andrea Camplone e Massimo Oddo. Epoche diverse e carriere diverse per i due. Domani sera saranno avversari.

Giovanni Galeone conosce molto bene entrambe le piazze, ma ci tiene a precisare «Pescara è casa mia». Da allenatore ha vinto due campionati con i biancazzurri e uno con gli umbri. Domani non sarà al Curi, ma nella sua residenza estiva, a Francavilla, dove sta trascorrendo qualche giorno di relax.

Giovanni Galeone, quella di domani per lei sarà una sfida particolare.

«Pescara e Perugia sono state due tappe importantissime e bellissime della mia carriera. In Umbria sono stato molto bene, Pescara, inutile ribadirlo per l'ennesima volta, è casa mia. Ho vissuto anni straordinari con le promozioni in A e le varie vittorie indimenticabili, come quella contro l'Inter a San Siro».

Che gara si aspetta?

«Tosta, ma il Pescara è una squadra forte che può andare fino in fondo».

Ha visto la partita con il Livorno?

«Certo, dopo 20' avevo già capito che i biancazzurri avrebbero vinto segnando 3-4 gol. Sapete cosa ho fatto? Ho telefonato ad una mia amica giornalista, livornese doc, dicedole "Caspita, il tuo Livorno ha preso tre pappine dal Pescara!" Lei mi ha preso per matto perché il risultato era ancora sullo 0-0. Poi a fine partita ho avuto ragione io. Scherzi a parte, dopo 20' avevo già capito che il Pescara era più forte del Livorno».

Più forte il Pescara o il Perugia?

«Il Pescara è molto più forte del Perugia e secondo me potrebbe essere la vera mina vagante dei play off. Il Bologna dicono che sia la grande favorita? Ha qualità nei singoli, certo, ma non esprime un gran bel gioco. Il Pescara ha qualità. Ci sono 6-7 giocatori fortissimi per la B come Melchiorri, Bjarnason, Memushaj, Salamon, Politano e Brugman. Anche Torreira e Selasi non sono male. Se hai tecnica e qualità è impossibile non vincere. Se hai qualità e un gioco alla fine i risultati vengono fuori. Il Pescara può farcela perché ha molta qualità. Il settimo posto è un risultato misero per i biancazzurri, con l'organico che hanno potevano arrivare almeno al terzo posto. Il campionato del Pescara inizia ora».

Chi le piace di più?

«Politano e Melchiorri. Poi c'è il "biondo" (Bjarnason). È stato sempre dipinto come una specie di anarchico a livello tattico, ma non è assolutamente vero. Quello lì è uno ti spacca in due le difese avversarie».

Con Oddo in panchina qualcosa è cambiato, non crede?

«La mentalità che ha dato Massimo Oddo alla squadra mi è piaciuta. A Perugia deve trasmettere ai suoi giocatori lo stesso spirito. Gli umbri possono confidare in due risultati, mentre il Pescara deve vincere e deve “fare” la partita fin dai primi minuti. Oddo lo conosco bene e ha un bel carattere per fare questo mestiere, ma non so dirvi cosa potrà fare in futuro. Ormai va di moda fare l'allenatore senza un minimo di gavetta, ma il mio è un discorso generale e non riferito a Massimo Oddo, che secondo me potrà fare bene con il Pescara».

Quindi, bisognava cambiare diverso tempo fa la guida tecnica?

«Sono sempre stato molto scettico nei confronti di Baroni. Secondo me ha una lettura lenta della partita. Cambi prevedibili e tardivi».

Andrea Camplone e Giacomo Dicara, pescaresi doc, e due sue creature, anche se con il primo c'è stato qualche problema, quando si è definito “discepolo di Zeman”.

«Giocomino Dicara è un mio pupillo. È un grande allenatore e meriterebbe una panchina. È sprecato per fare il vice. Anche Allegri lo sta seguendo attentamente per la Juve. Camplone è uno tosto. Cura la tattica ed è molto pignolo. Assomiglia a Gasperini nel modo in cui prepara la partita. È un maniaco. Con Andrea non sono arrabbiato, forse le sue parole sono state equivocate quando si è definito discepolo di Zeman. Dopo quelle dichiarazioni ci siamo sentiti e gli ho detto: “Andrè, tu con Zeman non c'entri nulla”. In molti si identificano negli allenatori che vanno di moda e qualche volta gli allenatori, specie quelli giovani, fanno un po' i ruffiani. Vedrete tra qualche tempo quanti "figli di Allegri" salteranno fuori».

Il Pescara , per la prossima stagione, vorrebbe riportare Zeman. Lei è d'accordo?

«Questa è una società che ha una passione smisurata, ma dal punto di vista tecnico... Prendete l'anno dell’ultima serie A. Chiudi il girone di ritorno con 21 punti e, poi, invece di aggiustare la squadra, cosa fai? La sfasci e retrocedi. Qualcosa che non va c'è. Parlando di Zeman, posso dire che si è lasciato male con il Pescara e il suo non è stato un comportamento corretto quando è andato via. Se fossi in lui non tornerei anche se la vedo dura per lui trovare una panchina. Parliamoci chiaro, Zeman prima di Pescara cosa aveva vinto? Zeman ha vinto un campionato negli ultimi 20 anni, è meglio che Andrea Camplone si trovi altri modelli. Il 4-3-3 di Zeman? Non scherziamo, il mio Pescara già giocava così e lui rivendica la paternità».

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