Epifani: campionato difficile servono gruppo e qualità

5 Settembre 2014

PESCARA. Massimo Epifani conosce bene il campionato di Eccellenza. E nell'ultima stagione l'ha anche vinto alla guida del San Nicolò. E' stato un monologo quello dei teramani con numeri da capogiro:...

PESCARA. Massimo Epifani conosce bene il campionato di Eccellenza. E nell'ultima stagione l'ha anche vinto alla guida del San Nicolò. E' stato un monologo quello dei teramani con numeri da capogiro: 86 punti in classifica frutto di 27 vittorie, 5 pareggi e solo due sconfitte. Dei biancazzurri anche il capocannoniere del torneo (Iaboni con 29 reti).

Epifani, chi sarà l'erede del San Nicolò?

«Sulla carta i favori del pronostico sono tutti per l'Avezzano. Già, nella passata stagione (chiusa al secondo posto a meno nove dalla vetta, ndr), aveva una bella squadra. E' stata ulteriormente rinforzata e dovrebbe spuntarla sulla concorrenza».

Chi può dare filo da torcere ai marsicani?

«Ci sono diverse squadre ben attrezzate. Mi riferisco al Paterno, al Pineto, al Martinsicuro e al Francavilla. Da questo lotto potrebbe uscire fuori l'antagonista dell'Avezzano».

Come si fa a vincere l'Eccellenza?

«Servono lavoro, spirito di sacrificio e concentrazione, oltre alle qualità tecniche. E' un campionato dilettantistico e non è facile mantenere alta la tensione agonistica dall'inizio alla fine. Vince chi ha più fame, così come accade a tutti i livelli».

Non è un compito facile il suo collega Morgante, allenatore dell'Avezzano.

«Vincere non è mai facile. Io ho avuto la fortuna di avere una società forte alla spalle che mi ha sempre sorretto».

Anche i giovani hanno un ruolo fondamentale, devono essere schierati obbligatoriamente.

«Siamo alle solite. I giovani, per me, se sono bravi vanno in campo comunque. Al di là di quello che prevede il regolamento. Però, chiaramente, hanno un peso fondamentale sulla riuscita della stagione».

Quali sono le difficoltà del campionato?

«Mantenere alta la tensione agonistica dall'inizio alla fine. Il gruppo non deve avere tentennamenti».

Quali sono i giocatori più forti dell'Eccellenza?

«Ce li ha l'Avezzano: Moro è un signor attaccante; Shiba ha calcato i campi dei campionati professionistici; e poi c'è Cini che nella passata stagione ha contribuito alla promozione del San Nicolò».

A proposito, qual è stato il segreto del suo San Nicolò?

«Dalla società alla squadra, passando per l'ambiente. Tutti hanno dato il massimo e remato in un'unica direzione, quella della promozione».

Il livello tecnico?

«Buono, in linea con quello che è il calcio italiano. E' un campionato dilettantistico che esprime valori che vanno oltre la tecnica».

Lei, invece, in serie D domenica ripartirà alla guida del San Nicolò.

«Il primo obiettivo è quello di tagliare il più in fretta possibile il traguardo della salvezza. Poi, vedremo. L'ossatura della squadra è rimasta quella della passata stagione con l'aggiunta dei rinforzi messi a disposizione da una società seria e competente».(r.c.)

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