Equilibrio ed entusiasmo, ecco la ricetta di Epifani

10 Marzo 2018

L’allenatore porta in ritiro l’intera rosa: «Tutti uniti per un nuovo inizio»

PESCARA. Al via il dopo-Zeman. Tocca a Massimo Epifani risollevare il Pescara, scivolato a 4 punti dalla zona play off e a + 5 sul quintultimo posto. Il tecnico pescarese fa pretattica e non anticipa nulla sulle scelte di modulo e formazione da utilizzare nel debutto di oggi pomeriggio contro il Parma. «Non dico niente sul sistema di gioco e sull’undici che ho in mente di schierare per non dare vantaggi agli avversari. Posso solo rivelare che non ci saranno, almeno per ora, grandi stravolgimenti». In settimana il 43enne pescarese ha sperimentato varie soluzioni per mettere in crisi gli emiliani guidati dal suo concittadino, Roberto D’Aversa. «In questi giorni ho provato sia la difesa a quattro sia quella a tre. La seconda ipotesi potrà essere utile in corso d’opera». Dunque, Epifani dovrà rinviare di qualche giorno il suo progetto tattico con la squadra che più in là potrebbe cambiare pelle utilizzando la retroguardia a tre, una scelta che in questo momento non può essere attuata a causa delle assenze per infortunio di Bovo e Campagnaro.
Dunque, la linea difensiva resterà invariata anche se nei quattro interpreti ci sarà qualche volto nuovo rispetto al match di Cittadella. Ad esempio, al centro della retroguardia, accanto a Perrotta, si rivedrà Coda, mentre sulle fasce Fiamozzi, Balzano, Crescenzi e Mazzotta si giocheranno gli altri due posti. A centrocampo e in attacco le possibilità sono svariate. La squadra potrebbe scendere in campo con il 4-2-3-1, un modulo molto caro al tecnico che lo ha utilizzato spesso in passato, ma che non sembra molto congeniale alle caratteristiche dei calciatori. In alternativa, il 4-3-2-1 o 4-3-1-2. In ogni caso, il 4-3-3 zemaniano verrà riposto definitivamente nel cassetto. “Conta l’interpretazione, non il sistema di gioco”, amano ripetere gli allenatori e anche Epifani preferisce concentrarsi sulle motivazioni che dovranno spingere il gruppo a risalire la china. L’approccio con lo spogliatoio è stato positivo e il tecnico ha scelto di coinvolgere l’intera rosa portandola in ritiro (28 calciatori, manca solo Elizalde aggregato alla Primavera), compresi gli infortunati Bovo, Campagnaro e Proietti. «Sono molto contento del lavoro svolto in settimana. Tutti mi hanno dato grande disponibilità e il mio primo compito è quello di restituire entusiasmo. Ovviamente porterò le mie idee tattiche sperando che la squadra riesca presto a metabolizzarle».
C’è poco tempo per dare un’impronta forte. Oggi c’è il Parma e martedì il Pescara tornerà di nuovo in campo all’Adriatico per il recupero contro il Carpi. «L’aspetto principale che dovremo curare riguarda il modo di stare in campo. Alla mia squadra chiedo di essere equilibrata. Quando attacchiamo non bisogna mai dimenticarsi di difendere, perciò mi aspetto che tutti si sacrifichino nelle due fasi».
La novità sostanziale sarà il ritorno di Brugman in posizione di playmaker. Il capitano biancazzurro abbandonerà il ruolo di mezzala che gli era stato assegnato dal boemo per agire di nuovo nella sua zona prediletta. «Brugman è un giocatore importante, come lo sono tutti. Lo impiegherò in mezzo al campo e cercherò di utilizzare anche gli altri nelle loro posizioni naturali».
Dalla cintola in su tanti interrogativi. «Per fortuna ho ancora qualche dubbio di formazione e ciò significa che i ragazzi hanno lavorato nella giusta maniera provando a mettermi in difficoltà». L’aspetto positivo è che la preparazione atletica svolta con Zeman ha lasciato buoni frutti. «Su questo aspetto non sono affatto preoccupato, a livello fisico la squadra sta bene». Tuttavia, la corsa non basta e dal Pescara ci si attende un miglioramento nella fase offensiva. Nel girone di ritorno i biancazzurri hanno il peggiore attacco della serie B con 2 reti all’attivo e non segnano su azione da ben 586 minuti. Non sarà facile violare il bunker del Parma. L’undici di Roberto D’Aversa vanta la seconda migliore difesa del campionato con appena 26 gol subìti, uno in più rispetto al Palermo che occupa il primo posto in questa speciale classifica.
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