Errori e sviste: il Pescara affonda nella sua pochezza

Il Crotone vince e scavalca i biancazzurri in classifica Sterile e irritante possesso palla, attacco evanescente
Tutta la pochezza del Pescara condensata in novanta minuti. Tutti gli errori strategici, commessi dalla società, nella programmazione della stagione riversati su una squadra palesemente inadatta alla serie A. Inconsistente e fragile anche nello scontro salvezza vitale per il prosieguo del campionato. E così il Crotone vince la seconda partita stagionale, scavalcando in classifica i biancazzurri scesi al penultimo posto e che potrebbero essere superati anche dal Palermo impegnato oggi in casa contro il Chievo. Di male in peggio. Non è (solo) un problema caratteriale, la squadra lotta, ma non ha le armi per combattere alla pari. Nemmeno contro il Crotone che ha problemi sul piano della costruzione del gioco, ma che in campo non regala spazi e gioca in contropiede. Non ha l’attacco il Pescara e al primo alito di vento finisce al tappeto. Nicola scende in campo con l’elmetto e la sciabola, Oddo e i suoi con il fioretto. Partenza soft allo Scida, provvede l’arbitro Damato a spezzare l’equilibrio fischiando un rigore inesistente dopo 23’: infatti, Campagnaro prende la palla con un braccio dopo averla colpita con il ginocchio. Resta l’ingenuità del rientrante argentino visto che esce sul pallone quando c’è Brugman pronto a intervenire. E così Palladino sblocca il risultato dagli undici metri. Damato è generoso anche con il Pescara – penalty per fallo di Barberis su Memushaj – ma i biancazzurri hanno difficoltà a fare gol anche dal dischetto e Memushaj spara su Cordaz. Terzo rigore fallito su tre dal Delfino. Primo tempo con i rossoblù in vantaggio dopo aver badato solo a difendersi; Pescara sotto, nonostante il 60% del possesso palla, tanto stucchevole quanto irritante. Biancazzurri all’attacco e Crotone sulla difensiva, un copione che va bene ai pitagorici che non rischiano nulla nelle retrovie perché la forza penetrativa della squadra di Oddo è pari allo zero, nonostante gli ingressi in campo di Manaj e di Pettinari in aggiunta a quello di Aquilani, dopo 16’ del pt, in luogo di Pepe infortunato. L’azione che fotografa il momento del Pescara al 20’ quando Manaj e Benali si ostacolano a vicenda fallendo una buona occasione da rete in area. A dir poco imbarazzante! Tanti passaggi, fraseggio stretto e, puntualmente, il Pescara va a sbattere sul muro del Crotone. Una pochezza disarmante sul piano tecnico. Alla quale si aggiunge l’espulsione di Aquilani, al 28’ della ripresa. Dopo sette minuti fuori anche Capezzi, sempre per doppia ammonizione. E quando il risultato sembra inchiodato ecco il pareggio di Campagnaro, al 37’, di testa sugli sviluppi di una punizione. Ma la gioia per l’1-1 dura solo un giro di lancette, perché il difensore crotonese Ferrari, al primo gol in serie A, si libera di Pettinari (fallosamente) e devia di testa in rete una punizione di Stojan. Errori in campo figli di quelli commessi dalla dirigenza capitanata da Sebastiani (e avallati da Oddo) in fase di allestimento dell’organico. Basti pensare che il Pescara, tra i club della massima serie, è l’unico in Europa a non aver mai vinto una gara sul campo. Perso in casa lo scontro diretto con l’Empoli, battuto dal Crotone, quando arriverà la benedetta prima vittoria?
Che poi i due gol dei calabresi siano viziati (rigore che non c’era e il fallo su Pettinari nell’azione del 2-1) conta poco o nulla, serve solo a crearsi gli alibi. Il Pescara perde nella maniera peggiore, ammesso che ne sia una buona: lottando fino alla fine, sbagliando un rigore destinato a lasciare il segno e perdendo anche Aquilani per squalifica, oltre a Pepe per infortunio. Restano le macerie, dalle quali ripartire in vista della sfida casalinga di domenica contro il Bologna. Ma oltre ai limiti tecnici ora subentrano quelli psicologici.
@roccocoletti1
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