Errori, ko e rimpianti: Pescara si lecca le ferite

Fatali il pari con l’Entella e la gara di Cosenza, ora serve un miracolo
PESCARA. La stagione degli errori e dei rimpianti. Salvo miracoli, la vittoria contro la Reggiana serve solo a prolungare l'agonia. Altri due giorni di attesa, poi il ritorno in C del Pescara dovrebbe diventare realtà. Domani (ore 14) c'è la sfida in trasferta a Cremona con i grigiorossi che hanno già conquistato la salvezza. Al contrario, i biancazzurri, a distanza di undici anni, si preparano a disputare nuovamente il campionato di C al termine di una stagione disastrosa. Eppure, nonostante i gravissimi errori commessi, il Pescara avrebbe potuto lottare fino alla fine per conservare la categoria. Magari non sarebbe stato semplice centrare la salvezza diretta, ma retrocedere senza nemmeno disputare i play out è un'onta difficile da cancellare. Bastava poco per giocarsi le proprie chance negli spareggi, un paio di vittorie in più rispetto alle 7 totalizzate nelle 36 partite fin qui giocate. Addirittura, pesano come un macigno i 2 punti sfumati nella gara contro l'Entella. Quel pareggio ha mandato in frantumi le speranze di risalita e il morale dei biancazzurri. Quattro giorni più tardi, a Cosenza, il colpo di grazia che, quasi certamente, ha sigillato sulla condanna. «Ora chiudiamo con dignità», le parole di Grassadonia dopo la disfatta (0-3) del San Vito. Messaggio recepito dal gruppo che con la Reggiana è apparso più sciolto e concentrato. Strano, ma vero. Il Pescara è sembrato una squadra vera, con tutti i suoi limiti, ma attenta e desiderosa di onorare l'impegno. Troppo tardi, come si diceva, salvo cataclismi.
Le combinazioni del miracolo. Vincere domani potrebbe non essere sufficiente per evitare la retrocessione. In caso di contemporaneo successo dell'Ascoli (in casa con il Cittadella) e del Pordenone a Venezia, pure una vittoria allo stadio Zini condannerebbe i biancazzurri. Il ritorno in C sarebbe aritmetico anche se il Cosenza battesse il Monza, indipendentemente dai risultati dell'Ascoli e del Pordenone, dal momento che i calabresi sono in vantaggio sul Delfino negli scontri diretti. A meno che Cosenza, Reggiana e Pescara non chiudano a pari punti, in tal caso il Delfino sarebbe in vantaggio nella classifica avulsa. Ovviamente, per sperare nel miracolo, oltre ad espugnare Cremona, il Pescara dovrebbe superare anche la Salernitana lunedì all'Adriatico. Ma centrare due vittorie potrebbe non bastare. Il Delfino, infatti, deve sperare che l'Ascoli o il Pordenone non raccolgano più di un punto negli ultimi 180', che il Cosenza faccia meno di tre punti e che la Reggiana ne collezioni meno di sei. È chiaro, le chance di tornare in corsa sono pressoché nulle. Anzi, il distacco attuale (6 punti) tra quint'ultima e quart'ultima lascia presagire che alla fine play out non si giocheranno. In ogni caso, la società ha chiesto alla squadra di provare a chiudere il torneo almeno al quart'ultimo posto. In passato, infatti, alcuni club non sono riusciti ad iscriversi al campionato a causa di problemi finanziari. Se la situazione dovesse ripetersi, bisognerebbe farsi trovare pronti. Nessuno si illuda, ma provarci a vincere le ultime gare non costa nulla.
Ultime dal campo. Out Valdifiori per squalifica.Si va verso la conferma del 4-3-3 con un centrocampo inedito: Tabanelli, Omeonga e Machìn.
Giovanni Tontodonati

