Esposito: un paio di ritocchi e il Delfino volerà

L’ex attaccante, ora collaboratore delle giovanili: «C’è già una buona ossatura, play off alla portata»
PESCARA. Ultimi giorni di vacanza per Mauro Esposito che lunedì tornerà a Pescara per programmare il futuro. L’ex attaccante biancazzurro lavora nelle giovanili del Delfino e nell’ultima stagione è stato il collaboratore tecnico di Massimo Epifani nella Primavera seguendolo anche in prima squadra dopo l’esonero di Zdenek Zeman. Lunedì l’ex esterno offensivo di Cagliari, Roma e Udinese, tornerà a Pescara, dove si è stabilito con la famiglia quando ha smesso di giocare, e incontrerà la dirigenza per programmare il lavoro.
Quasi sicuramente affiancherà il nuovo allenatore della Primavera, Luciano Zauri, che a breve verrà ufficializzato. Esposito, infatti, vuole continuare ad impartire lezioni ai giovani. «Ho bisogno di fare esperienza in questa nuova carriera che ho intrapreso», spiega l’ex bomber nato nel 1979 a Torre del Greco, «e devo dire che mi piace molto lavorare nelle giovanili».
Lo scorso marzo, Esposito ha affiancato Epifani nelle cinque gare in cui l’attuale tecnico del Fano ha guidato la prima squadra. «Purtroppo i risultati non ci hanno dato ragione, però è stata comunque un’esperienza importantissima. I ricordi più belli sono legati al rapporto con i calciatori che mi vedevano come uno di loro e mi chiedevano tanti consigli». La situazione non era semplice e l’ambiente era in fibrillazione. «Sì, siamo subentrati in un periodo delicato. È stata un’annata storta, ma sono certo che il Pescara saprà ripartire con il piede giusto. Le cause del torneo deludente? Come hanno detto in tanti, forse le tensioni tra Zeman e il presidente Sebastiani hanno condizionato il rendimento. Tuttavia, questo non doveva essere un alibi per i calciatori. Di certo i giovani hanno respirato un’atmosfera particolare, ma la sfortuna ha voluto che in quella fase i giocatori più esperti fossero fuori a causa degli infortuni. Se Epifani avesse avuto tutti gli “anziani” a disposizione, magari l’epilogo sarebbe stato diverso. Mi è dispiaciuto molto per Massimo. Lui, oltre ad essere pescarese, e tifosissimo della squadra della sua città, è una persona perbene e un allenatore preparato. Ho lavorato al suo fianco e so che tipo di calcio propone. Sono certo che a Fano dimostrerà il suo valore».
Il Pescara riparte con Bepi Pillon in panchina. La rosa deve essere rifinita, ma c’è già una discreta base per fare una bella figura. «Sì, Pillon ha meritato la conferma e ora potrà continuare il buon lavoro svolto nelle ultime partite di campionato. L’organico dovrà essere completato, però c’è già un’ossatura di grande spessore. La difesa mi sembra ben attrezzata e il centrocampo, se dovesse restare Brugman, è da serie A. Ma non escluderei un ritocco per entrambi i reparti. In attacco forse servirebbe una prima punta, un uomo d’area capace di finalizzare il gioco. Poi la squadra sarebbe pronta per centrare i play off».
Infine, un giudizio su Capone. «È un grande talento. La scorsa stagione ha segnato 6 gol, ma non ha dimostrato a pieno il suo valore. Il prossimo potrà essere il campionato della sua definitiva consacrazione.
(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

