Estro, geometria e mercato: Pescara ai piedi di Brugman
Il centrocampista uruguaiano è il perno dell’operazione-rilancio del Delfino Baroni crede in lui, ma nel 4-4-2 fa fatica e Raiola a giugno innescherà l’asta
PESCARA. Il vero colpo di mercato è stato trattenerlo a Pescara. Cesena, Atalanta e Cagliari avevano messo gli occhi su di lui durante il calciomercato invernale. Il Catania voleva prenderlo, ma davanti alla richiesta di 4 milioni di euro, il ds degli etnei Delli Carri è scappato a gambe levate. Gaston Brugman è la pepita d’oro che il Pescara ha tra le mani. Il centrocampista uruguaiano è finalmente tornato disponibile dopo sei mesi di inattività. Il brutto infortunio al ginocchio è solo un lontano e triste ricordo (era il 10 maggio 2014, Pescara -Siena 1-0). “Gas”, come lo chiamano i compagni di squadra, è pronto per riprendersi la scena. Aveva fatto l’esordio a Perugia, ma la tenuta fisica ha condizionato il suo rendimento. Nelle successive sei gare ha giocato pochi minuti, subentrando sempre dalla panchina tranne nell’ultima partita contro il Cittadella, in cui Marco Baroni lo ha preferito al baby Selasi. Una scelta azzardata e coraggiosa, quella dell’allenatore biancazzurro, che ha stravolto la fisionomia e l’equilibrio della linea mediana togliendo dall’undici Selasi, che, nonostante i suoi 18 anni, nelle precedenti cinque gare era stato uno dei migliori in campo dando sostanza, cattiveria ed equilibrio al centrocampo intendendosi alla grande con il suo compagno di reparto, Ledian Memushaj.
Una scelta difficile quella fatta da Baroni, ma coraggiosa e che potrebbe dare risposte nelle prossime partite. Il tempo per il rilancio di Brugman c’è, ma bisogna considerare anche che alla fine del campionato mancano 17 partite e in palio ci sono punti pesanti per provare a centrare i play off.
Quindi, il tempo per gli esperimenti è poco, però l’uruguaiano ha tutte le carte in regola per riprendersi la scena, lasciata lo scorso anno a causa della rottura del legamento. Il Pescara ha bisogno delle geometrie e dell’estro di Brugman, ma Baroni deve trovare una soluzione tattica nel suo 4-4-2. Contro il Cittadella, infatti, il sudamericano spesso andava a pestare i piedi a Memushaj e viceversa. In campo, il Pescara, praticamente giocava quasi con il doppio regista, visto che l’albanese spesso andava a cercare palla dal basso per far ripartire l’azione, compiti che forse spettano più a Brugman. Gaston è più adatto a giocare in un centrocampo a tre, ma in questo momento l’allenatore non ha nessuna intenzione di mettere in naftalina il caro 4-4-2.
Quindi, dovrà essere bravo Baroni a ricalibrare il centrocampo, ma anche Brugman deve accelerare il processo di crescita della sua condizione. Il Pescara ha bisogno di lui, ma non solo in campo. Già, perché i biancazzurri a fine stagione vorrebbero monetizzare il più possibile la cessione dell’uruguaiano. L’anno scorso, ad aprile, arrivò una telefonata del Villareal direttamente al suo agente. Chi è? Un certo... Mino Raiola, re Mida del mercato. Tutti i suoi giocatori (Balotelli, Ibra, Pogba) con lui sono diventati delle stelle non solo in campo. Raiola, attualmente in vacanza in Francia, aveva tra le mani l’offerta di cinque milioni di euro da parte degli spagnoli. Poi Brugman si fece male e l’operazione sfumò. Il Pescara lo valuta quattro milioni di euro e spera che Raiola riesca a trovare un buon cliente per chiudere l’affare. Il cassiere farebbe salti di gioia.
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