Ettorre: «La vela riparte A luglio le prime gare»

«Tante manifestazioni rinviate, il 2020 doveva essere un anno ricco di eventi»
GIULIANOVA. La vela riparte sull’asse Giulianova-Genova. A Giulianova, infatti, vive il presidente della federazione, il commercialista Francesco Ettorre, 50 anni, mentre a Genova ha sede la federazione, anch’essa alle prese con la riorganizzazione dell’attività posto Covid-19.
Ettore come è ripartita la vela?
«L’attività è in parte ricominciata lo scorso 4 maggio, ovviamente con un protocollo speciale per gli allenamenti. Dal 4 e dal 18 maggio hanno lavorato gli atleti di interesse nazionale. Poi, dal 25 maggio tutta l’attività di base, a partire dalle scuole di vela».
A quando le prime gare?
«I ragazzi della Nazionale sono al lavoro al Lago di Garda. Ipotizziamo che nella prima settimana del mese di luglio si possa tornare a gareggiare».
Il protocollo è molto limitativo?
«Diciamo che è limitativo, fermo restando che noi facciamo sport all’aperto, in mezzo all’acqua e spesso con imbarcazioni singole. Diciamo che sono disagi contenuti, rispetto a quelli che sono sport di contatto».
Olimpiadi rinviate di un anno.
«Eravamo un po’ smarriti al momento della decisione, comunque inevitabile. Avevamo un programmo seguito alla lettera di preparazione interrotto proprio nella fase cruciale. Lo spostamento al 2021 non è un grande problema per i nostri atleti, comunque con un’età media piuttosto giovane. Sarà difficile tenere alta la concentrazione, resettare la testa degli atleti e programmarla per l’anno prossimo. Sarà un anno senza tante gare, quelle che ti permettono di misurare il grado di preparazione attraverso la competizione. E poi…».
E poi che cosa?
«Cambieranno quattro classi veliche da Tokyo a Londra. E ci saranno solo tre anni per prepararsi».
La federazione vela quando andrà al rinnovo delle cariche federali?
«Aspettiamo indicazioni dal Coni e dal Governo. Sono loro a doversi mettere d’accordo, visto che ci sono visioni diverse. Penso che entro il mese si dovrebbe sapere qualcosa. La nostra federazione internazionale, la World Sealing con sede a Londra, voterà senza rinvio».
Lei si ricandiderà?
«Penso di sì».
Che cosa ha fatto la federazione in questo mesi?
«In questo anno avevamo in programma 140 eventi internazionali. Doveva essere un 2021 importante per la vela italiana, tra la coppa del mondo in programma a Genova e l’appuntamento verso la Coppa America prevista a Cagliari. Il lavoro è consistito nel cercare di conservare la maggior parte delle manifestazioni per l’anno prossimo. Mica facile! Gli appuntamenti internazionali hanno un’organizzazione particolare da programmare. Tanto per fare un esempio, alcuni container con il nostro materiale erano già partiti per Tokyo in vista delle Olimpiadi…».
Sostegno alle società?
«Una prima tranche è stata messa a disposizione un mese fa, circa 535mila euro, riassumibile in sedici punti tra il 40% di taglio alle tasse di iscrizioni ai campionati, la quota federale abbassata e lo spostamento di sei mesi dei versamenti da fare alla federazione. Adesso stiamo lavorando a un altro pacchetto di aiuti che sarà portato in consiglio federale il prossimo 13 giugno. Sarà rivolto alle 750 società sparse sul territorio nazionale e dovrebbe essere più consistente in termini economici».
Come si è rapportato con il ministro dello sport Spadafora?
«Io devo dire che in questi mesi l’Ufficio dello Sport e il Coni sono stati una guida per le federazioni. E quindi anche per noi. Abbiamo lavorato sodo e devo dire che il bonus per i collaboratori sportivi, istituiti dal Governo, hanno dato dignità e visibilità a una categoria che non era mai stata presa in considerazione».
Come giudica l’operato di Gravina e il lavoro svolto dal calcio per ripartire?
«Io credo che Gravina abbia svolto un gran lavoro. E che l’abbia fatto a tutela del proprio mondo. Bisogna capire che cos’è il calcio e che cosa genera in termini di risorse per il movimento e per tutto lo sport. Ha fatto bene. Un conto è gestire i campionati professionistici di calcio con i diritti televisivi di cui si cibano tutti, un altro le nostre 5.000 manifestazioni veliche. Hanno un impatto diverso. E non si può far finta di non capirlo».
Come ha trascorso il periodo di clausura?
«Come tutti, chiuso in casa, a Giulianova, davanti a un video, visto che la pandemia ci ha costretto a ingegnarci in un nuovo modo di comunicare. In video conferenza. C’è stato tanto lavoro da svolgere per salvare il salvabile in termini di manifestazioni che avevamo programmato e che sono state o saltate o rinviate. Un peccato, mi creda, per il mondo della vela atteso da una stagione ricca e stimolante».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

