Fa tutto il Pescara: gol ed errori E poi resiste in 10

16 Ottobre 2016

L’ex Campagnaro segna a entrambe le porte Rosso a Coda al 45’ e poi Caprari sbaglia un rigore

PESCARA. Due punti persi o uno guadagnato? Partite come quella pareggiata dal Pescara contro la Sampdoria lasciano questo interrogativo. Pensi ai biancazzurri che hanno fatto il bello e il cattivo tempo, e allora prevale la recriminazione; pensi, però, che alla squadra di Oddo che gioca per un tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Coda e allora è meglio essere soddisfatti dell’1-1, considerati anche i due salvataggi sulla linea. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il dubbio permane.

Bisogna partire dal fatto che la vittoria (l’ultima casalinga, in serie A, risale al dicembre 2012) resta una chimera e che dopo il doppio turno casalingo il Pescara ha conquistato appena un punto. Che, però, ha un peso non da poco, perché ottenuto in rimonta e giocando in dieci per un tempo per via del cartellino rosso che si è guadagnato, in maniera ingenua, il difensore Andrea Coda schierato a sorpresa da Oddo.

Un punto che fa morale, oltre che classifica, perché nella ripresa il Pescara ha dimostrato compattezza e carattere, resistendo ai doriani. Ha barcollato, ma è riuscito a restare in piedi. Resta il fatto che i biancazzurri devono giocare al massimo per essere competitivi. Non possono permettersi sbavature. E devono affidarsi alla forza del collettivo, perché individualità in grado di togliere le castagne dal fuoco non ce ne sono. La costante è rappresentata dagli errori, conditi da un pizzico di sfortuna, quella che, ad esempio, ha permesso alla Sampdoria di andare in vantaggio, al 12’, grazie all’autogol di Campagnaro. Un episodio che ha dato la stura a una partita godibile, anche se tecnicamente non eccelsa. La reazione del Pescara ha prodotto prima un salvataggio di Viviano su Caprari e poi il pareggio, al 22’, sempre ad opera di Campagnaro e sempre di testa, questa volta su angolo di Aquilani. Partita a folate. La squadra di Oddo ha sfruttato il vento a favore e prima Caprari (24’) e poi Benali (26’) hanno chiamato Viviano agli straordinari. Ultimi cinque minuti di marca doriana. E così Bizzarri ha salvato, al 42’, su Budimir e poi al 45’ su Quagliarella. Prima dell’intervallo il secondo cartellino giallo a Coda per quella che sarebbe potuta diventare la svolta della partita. Così non è stato. Anzi, alla ripresa del gioco l’occasione più ghiotta l’ha avuta il Pescara con un rigore sprecato da Caprari, al 4’, dopo che Bahebeck se l’è conquistato sfruttando l’ingenuo intervento di Sala.

Penalty sbagliato, inferiorità numerica e un tempo tutto da giocare: nubi minacciose sul cielo biancazzurro. Il Pescara ha tremato, basti pensare ai salvataggi di Campagnaro e di Brugman, ma alla fine è riuscito a conservare il pareggio, ottenendo il massimo che poteva concedere il contesto in cui si è sviluppata la gara.

Restano i problemi: in primis gli errori che pesano come macigni sulla classifica. Dal doppio giallo di Coda fino al rigore sbagliato da Caprari (dopo quello di Memushaj all’Olimpico contro la Lazio); ma anche il centrocampo affatto convincente nel primo tempo incapace di garantire filtro davanti alla difesa. Lo stesso Aquilani, tanto per fare un nome, è apparso ancora avulso dal gioco. La nota lieta si chiama Jean-Cristophe Bahebeck, l’attaccante per la prima volta schierato dall’inizio che ha fatto reparto da solo, si è guadagnato il penalty, ma che non ha ancora i 90’ nelle gambe.

Resta la sensazione di fragilità comune a tutte le otto gare giocate. Folate abbaglianti di gioco, non sempre concretizzate, e zone d’ombra nell’arco dei 90’ che mettono a rischio prestazione e risultato.

@roccocoletti1

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