Facchetti jr: Icardi deve essere d’esempio

Il figlio della bandiera dell’Inter, nel 10° anniversario della scomparsa del padre, sferza l’argentino
MILANO. «Per essere una bandiera dell'Inter bisogna dare l'esempio con meno capricci e più sacrificio». È il messaggio di Gianfelice Facchetti a Mauro Icardi. Dopo un'estate turbolenta con la richiesta del capitano nerazzurro di ottenere un prolungamento di contratto, il figlio dell'indimenticato campione spiega cosa significa essere un simbolo dell'Inter: «C'è stato un cambiamento radicale della rosa. E con l'addio di Zanetti si è resa necessaria la creazione di una nuova leadership. Se nella squadra manca una bandiera? Tra i nuovi acquisti credo ci siano giocatori che possono diventare delle bandiere ma bisogna dimostrarlo tutti i giorni». Gianfelice Facchetti, all'indomani della presentazione del libro “Giacinto Facchetti - Il rumore non fa gol”, nel giorno del decimo anniversario della scomparsa del padre, parla di come era e di come è l'Inter. E dà fiducia a De Boer: «L'addio di Mancini era nell'aria già dalla fine della passata stagione. C'è stato un braccio di ferro tra tecnico e società e forse il cambio andava fatto prima. Ora c'è un allenatore nuovo e anche se si vorrebbero risultati subito, bisogna dargli tempo». L'Inter è cambiata profondamente rispetto a quando Giacinto Facchetti la rappresentava: proprietà cinese - il Suning - e presidente indonesiano - Erick Thohir -. Ma, secondo il figlio Gianfelice, Giacinto aveva già pronosticato tutto: «Ovviamente quando era dirigente non erano ancora arrivati i capitali stranieri in serie A. Ma il campionato stava già cambiando e lui aveva capito che la rivoluzione era vicina. Ora si pensa solo al business e allo spettacolo, senza tenere conto degli appassionati che sono il vero motore. È un altro mondo. Ma mio padre non avrebbe vissuto tutto questo in maniera nostalgica. Era un uomo propositivo e costruttivo. Moratti ha lasciato un'eredità che permette di mantenere l'unicità dei colori nerazzurri. La sfida di chi prende il comando sarà rispettare la storia dell'Inter e di Milano». Nella storia del club c'è, ovviamente, anche Giacinto Facchetti. La società lo ha ricordato con un video e le parole di Ray Bradbury recitate da Gianfelice. Ma sono in tanti a tenere viva la memoria. «Al di là della ricorrenza dei dieci anni», racconta Facchetti jr, «prevale un senso di continuità e di presenza».
Il libro racconta la storia del grande capitano della Nazionale e dell'Inter. Ma quale aneddoto ha più a cuore il figlio Gianfelice? «L'ultimo che si scopre parlando con chi lo ha conosciuto. Mi hanno raccontato di quando giocava ai tornei di calcio ballilla a Treviso per vincere il premio: caramelle da regalare alle sorelle. Mi diceva sempre: “Se vuoi raggiungere qualcosa, fai di tutto per farlo accadere”. Era il suo modo di fare e di affrontare la vita. Attenzione e profondità. Senza mai trascurare nulla».

