Fallimento Azzurri, la politica in campo: Lega e Fratelli d’Italia chiedono la testa di Gravina

La Nazionale italiana fuori dai Mondiali per la terza volta di fila. La Lega chiede un'informativa alla Camera al ministro Abodi e propone un tetto agli atleti extra-Ue, attacchi al presidente della Figc da numerosi esponenti dei partiti. Ma lui replica: «Io non mi dimetto, deciderà il consiglio federale». (Nella foto, il ministro Abodi e il presidente Gravina)
La disfatta dell'Italia del calcio, esclusa dal Mondiali per la terza edizione consecutiva dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, ha sacatenato come era inevitabile una montagna di polemiche, all'interno e all'esterno del mondo sportivo, ed è diventato anche un caso politico.
FdI alla Camera ha chiesto un'informativa al ministro dello sport Abodi sul "fallimento del calcio italiano", la Lega chiede una 'riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC'.
Ma contro il presidente della Figc Gravina piovono pesanti critiche, anche da parte degli sportivi delle altre discipline dopo le dichiarazioni in cui aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici. E anche una leggenda del pallone come Dino Zoff prende posizione: "Non è sfortuna, c'è qualche cosa che non va.
GRAVINA. "Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al consiglio federale". Gabriele Gravina si presenta in conferenza stampa accompagnato dal ct Rino Gattuso e da Gigi Buffon, ai quali "ho chiesto di rimanere".
Il presidente della Figc, dopo aver difeso squadra e tecnico, anticipa la domanda che non può evitare. Rimanda al Consiglio federale che ha già detto ai collaboratori di programmare per la settimana prossima e, nel farlo, risponde anche ai partiti che hanno già chiesto la sua testa. "Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva che non spetta solo alla federazione - avverte Gravina -. Spetta al mondo della politica italiana, che si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni. Però vorrei chiedere un solo provvedimento utile, se c'è stata la disponibilità a sostenere il calcio italiano".
Il presidente della federazione più ricca e partecipata d'Italia rifiuta i paragoni con gli altri sport, che alle Olimpiadi invernali ed estive hanno fatto incetta di medaglie. "Negli sport dilettantistici si possono adottare scelte e decisioni che nel professionismo non è possibile, mi riferisco all'uso di giovani e under all'interno dei propri tornei - nota Gravina -. Per non parlare di quelli che sono sport di Stato, basti pensare allo sci".
Avverte che la riflessione deve coinvolgere tutti. "La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia", ammette. E però "la crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose". E magari permettere anche ai bambini e adolescenti del 2030 di vedere, finalmente, l'Italia a un Mondiale.

