Fed Cup amara per le azzurre sconfitte dalla Slovacchia 3-2

ROMA. La Fed Cup non sorride più alle azzurre del tennis. La Slovacchia si è aggiudicata il confronto con l'Italia valido per il World Group II. A Forlì finisce 3-2 per le slovacche. Una sconfitta...
ROMA. La Fed Cup non sorride più alle azzurre del tennis. La Slovacchia si è aggiudicata il confronto con l'Italia valido per il World Group II. A Forlì finisce 3-2 per le slovacche. Una sconfitta che costringe la nazionale azzurra a disputare gli spareggi (22-23 aprile) per rimanere nel World Group II, la serie B del tennis. E sembrano lontani i tempi in cui l'Italia dominava la Fed Cup. Dopo la situazione di parità con cui si era chiusa la giornata di sabato, determinata dalle affermazioni di Francesca Schiavone su Anna Karolina Schmiedlova e della debuttante Rebecca Sramkova, in 3 set su Sara Errani, la seconda giornata di gare ha visto il successo della veterana Daniela Hantuchova (in sostituzione di Jana Cepelova) sulla Errani (6-2 6-0 il punteggio in un'ora e 17 minuti), penalizzata da problema alla coscia destra, e della giovane Rebecca Sramkova ai danni di Francesca Schiavone, superata per 6-2 6-4 in un’ora e 13 minuti. Il secondo punto azzurro, ininfluente, arriva dal doppio: Paolini e Trevisan vincono per il ritiro di Schmiedlova e Sramkova quando le azzurre erano in vantaggio nel primo set 5-2. Tathiana Garbin accetta con sportività il risultato, che la vede iniziare la sua avventura sulla panchina azzurra di Fed Cup con una sconfitta. «Speravamo che una debuttante come la Sramkova accusasse un po’ la tensione», il primo commento del capitano ai microfoni di SuperTennis, «invece lei ha giocato sempre a occhi chiusi, spaccando la palla ed era molto difficile contenerla. Peccato perché Francesca a un certo punto l'aveva riagganciata ed è mancato poco, pure un pizzico di fortuna in alcuni frangenti. Il bilancio del weekend? Speravo di vincere, anche perché un successo poteva condurci allo spareggio per risalire nel World Cup, però la Fed Cup presenta sempre mille insidie».

