Federico: «Mungo resta, Bouah è un punto fermo»

Il ds tra mercato e futuro: «D’Andrea in arrivo, questa società è solida»
TERAMO . Il Teramo affila le armi in vista del ritorno in campo che, salvo ulteriori rinvii, avverrà sabato 22 gennaio nella trasferta con la Vis Pesaro. Il Diavolo ha chiuso il 2021 in zona play out perciò il ds Sandro Federico è al lavoro per migliorare la rosa in ogni reparto. Federico, nell'intervista rilasciata al Centro, fa il punto della situazione in casa biancorossa.
Direttore, è d'accordo con la decisione di posticipare la ripresa del campionato?
«Sì, è giusto adottare tutte le precauzioni possibili per contrastare il Covid. Questo slittamento, poi, agevola le operazioni di mercato delle società».
È quindi un vantaggio, per il Teramo, tornare a giocare più tardi?
«Senza dubbio. Avere a disposizione qualche giorno in più ci permette di sistemare l'organico e di rimetterci in carreggiata dopo i risultati negativi che hanno preceduto la sosta».
Che Teramo vorrebbe vedere alla ripresa del campionato?
«Voglio ritrovare una squadra affamata e determinata. Non si può prescindere da questo se vogliamo centrare al più presto la salvezza. La qualità del gioco, inoltre, deve fare sempre parte della nostra mentalità».
Come si sta muovendo sul mercato?
«Cerchiamo di bilanciare le entrate e le uscite tenendo d'occhio il budget attuale e attraverso qualche scambio. Bisogna agire in modo oculato, ma va bene così. Sono abituato a lavorare nelle difficoltà. Nelle prossime ore ufficializziamo De Grazia, Mordini e Forgione e a giorni aspettiamo dalla Salernitana l'ok per D'Andrea. Poi faremo altri ritocchi tranne a centrocampo, dove c'è ampia scelta e i recuperi di Rossetti e Cuccurullo sono come due nuovi acquisti. Di Dio e Montaperto sono in uscita».
Mungo e Hadziosmanovic rimangono?
«Sì, a meno che non arrivino offerte irrinunciabili. Con l'Avellino non c'è stato nulla per Mungo mentre Hadziosmanovic per noi è intoccabile al pari di Bouah».
I problemi societari influenzano le trattative?
«Il budget a disposizione è diverso da quello che ci eravamo prefissati quando è entrata la nuova proprietà. Per l'operatività quotidiana la società è sempre al nostro fianco e a breve pagherà anche gli stipendi di dicembre».
Come mai è svanita la pista Marilungo?
«Abbiamo fatto delle valutazioni tecniche ed economiche. Marilungo è uno dei tanti nomi accostati al Teramo, ma alla fine non c'è stato nulla di concreto e non siamo mai andati oltre un sondaggio».
Ci saranno novità sul piano tattico?
«I moduli, a mio avviso, non fanno la differenza. Contano di più le motivazioni. Il mister sa adattarsi e potrà continuare a lavorare sia con il 4-3-3 che con la difesa a tre».
Quando è nata la possibilità di cedere Piacentini al Modena?
«A fine dicembre. Era arrivato il momento giusto per dare al ragazzo una nuova opportunità. Il Modena cercava un rinforzo in difesa e sono andati su un profilo giovane, affidabile e di prospettiva. Piacentini è come un figlio, l'ho portato a Teramo da sconosciuto e adesso può ambire a grandi traguardi. È una delle mie tante soddisfazioni».
Piacentini verrà sostituito?
«Vedremo. C'è l'idea di inserire in difesa un profilo d'esperienza, ma eventualmente aspetteremo che i costi si abbassino. Adesso diamo fiducia a Bellucci, Pinto, Soprano e Trasciani».
Mercoledì il presidente Chierchia e il dg Coni saranno ascoltati dalla procura federale per fornire i chiarimenti richiesti sul passaggio di quote. Cosa si aspetta da questo incontro?
«Siamo fiduciosi, è un atto dovuto. La proprietà si è adoperata per sistemare tutto nei tempi previsti e quindi l'auspicio è che non ci saranno problemi per il Teramo».
Gaetano Lombardino
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