Fenomeno Luna Rossa, assalto all’America’s Cup

22 Febbraio 2021

Si aggiudica Prada Cup grazie al settimo successo: ora la sfida a New Zealand

Il sogno continua. Il dolce risveglio italiano porta in dote la finale dell’America’s Cup grazie alla vittoria di Prada Cup da parte di Luna Rossa: 7-1 a Ineos UK e la possibilità di sfidare New Zealand. Superiorità netta, ribadita anche nella notte tra sabato e domenica con un vantaggio al traguardo di 1’45”. A distanza di 21 anni Luna Rossa tornerà a giocarsi la Coppa America. Dal 6 al 15 marzo affronterà Team New Zealand, detentore del più antico trofeo velistico, sempre nelle acque del Golfo neozelandese di Hauraki.
Per la terza volta un’imbarcazione italiana darà l’assalto alla «vecchia brocca» d'argento: come nel 1992 (con il Moro di Venezia) e nel 2000 (sempre con Luna Rossa). La speranza è che l’esito sia diverso rispetto alle sconfitte per 4-1 (per mano di America) e 5-0 (ad opera di Team New Zealand). Come allora, però, sta montando la febbre per la vela e per quello che viene percepita come simbolo del made in Italy. Notti magiche davanti alla tv ai tempi del Covid seguendo le regate dall’altra parte del mondo e tifando la barca della Classe AC75 lunga poco meno di 23 metri timonata da Francesco Bruni e James Spithill.
I commenti. «Un bravo all'equipaggio», si è congratulato l'armatore Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, «e a tutto il team che ha lavorato senza sosta per ottenere il risultato. Adesso dobbiamo pensare al match finale». L'equipaggio di Max Sirena ha finalmente potuto stappare lo champagne sul ponte e lo skipper dare sfogo alla sua gioia: «Non era così scontato vincere perché eravamo sì solo tre team, ma super competitivi. Sono felice per la squadra. Da domani (oggi, ndr) pensiamo a Team New Zealand. Abbiamo un sacco di cose nuove da provare e non possiamo rilassarci più di tanto. Ci alleneremo in modo da non abbassare la guardia e tenere alto il ritmo e poi vedremo. Andremo lì a testa bassa e ce la giocheremo fino alla fine». Poi una dedica speciale «agli italiani che ci hanno sostenuto, soprattutto attraverso i social. Speriamo di aver regalato loro qualche momento di spensieratezza». «Questo è un grande giorno per l'Italia», ha commentato a caldo il timoniere Checco Bruni. Soddisfatto anche il co-timoniere Spithill, australiano che vanta già due Coppe America in carriera: «Abbiamo limitato gli errori e mantenuto la calma. La barca poi ha fatto il resto».
Gli ascolti. Le regate sono trasmesse dalla Rai e da Sky a partire dalle quattro del mattino. Le telecronache della Rai nell’ultima settimana hanno toccato vette del 10% di share con quasi 500 mila telespettatori. Risultati da notti magiche che verranno incrementati durante la finale.
Il meccanismo e i costi. La Coppa America, giunta alla 36ª edizione, ha una caratteristica unica: nel suo giro d’affari, che per il 2021 si stima in 45 milioni di euro, i diritti televisivi hanno un peso limitato. Il trofeo più antico al mondo, nato nel 1851, differisce da tutti gli altri sport, che si basano tantissimo sui diritti televisivi. Gli organizzatori sono anche i protagonisti in acqua: il Defender (Team New Zealand) organizza a tutti gli effetti il match race per la Vecchia Brocca, il Challenger of Record (Luna Rossa) organizza il trofeo degli sfidanti per decidere chi potrà fronteggiare i kiwi.
I risvolti economici. L'America's Cup è costosa e ambita. Un’avventura per super ricchi, per super potenze perché i costi sono alti e, salvo rari casi, i “ritorni” negli investimenti non sono così immediati ed evidenti come in discipline con interessi più di massa e una copertura mediatica capillare. Secondo Il Sole 24 Ore il progetto di Team New Zealand sarebbe costato 60 milioni di euro; quello di Ineos Uk 125 milioni e 65 quello di Luna Rossa. La famiglia Bertelli da anni investe sulla vela. Nelle due esperienze a cavallo degli anni Novanta e Duemila il costo complessivo è stato di circa 170 milioni. Una cifra che racchiude un periodo di tempo che si estende dal '97, inizio dell'avventura in barca a vela, fino ai primi del 2003, cioè un periodo di circa sei anni. Nella prima Coppa America le spese ammonterebbero fra i 55 e i 60 milioni di euro, mentre la parte restante è da attribuire alla seconda esperienza nella Coppa. Al terzo tentativo la speranza è quella di portare a casa la coppa delle 100 ghinee.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA