Ferrari-Rauti, il Delfino scopre l’attacco mitraglia

24 Gennaio 2022

I due bomber le armi in più di Auteri per puntare al terzo posto. Ora si aspettano i gol di D’Ursi

PESCARA . Tanti gol, sei risultati utili di fila e qualche leggerezza in fase difensiva. Sembra il film di inizio stagione, quando il Pescara segnava a raffica e concedeva spesso il fianco agli avversari. Quella squadra, nonostante le disfunzioni, è stata comunque in grado di collezionare tre vittorie e altrettanti pareggi nelle prime sei giornate e di restare aggrappata alle posizioni di vertice. Il cammino di tutto rispetto non è bastato per dare al gruppo le necessarie certezze che, poco dopo, sono state sciolte dalle critiche per i troppi gol subiti e per la mancanza di equilibrio.
Alla settima giornata, le tre reti incassate all’Adriatico dalla Reggiana ha fatto il resto. Ora, però, non bisogna commettere gli errori del passato. Gaetano Auteri è tornato a dirigere l’orchestra con autorevolezza e il Pescara ha ripreso a correre (14 punti in 6 partite). La sensazione è che con l’arrivo di De Risio e qualche regalo dal mercato l’obiettivo terzo posto non sia affatto un’utopia. Inoltre, in attesa del ritorno al gol di D’Ursi, l’allenatore può godersi l’attacco mitraglia e la vena realizzativa di Ferrari e Rauti che con le rispettive doppiette hanno mandato al tappeto il Montevarchi. Il primo ha già toccato quota 10 gol. Altri 3 e sarà eguagliato il record in carriera: 13 con la Pistoiese in Serie C nella stagione 2017-18. Rauti, invece, è salito a 4, stesso numero di reti dell’intero campionato scorso con la maglia del Palermo in 34 partite.
La media gol di Ferrari è da urlo (uno ogni 106’ giocati), ma anche Rauti non scherza. Il centravanti di proprietà del Torino ha accumulato 506 minuti ed è andato a segno 4 volte, una ogni 126’. Auteri ha altre frecce nell’arco. Oltre a D’Ursi, scalpitano Clemenza e Delle Monache e a fine mercato potrebbe esserci qualche bella sorpresa. Intanto il tecnico si gode il bel poker che i biancazzurri non servivano da tempo.
L’ultimo poker. Pescara-Benevento 4-0, gol Memushaj, doppietta di Machìn e rete di Maniero. Era il 26 ottobre del 2019 e il Pescara di Zauri diede una dura lezione alla corazzata sannita, allora guidata da Pippo Inzaghi, che alla fine dominò il campionato conquistando la Serie A.
A distanza di due anni e tre mesi, contro il Montevarchi il Delfino è tornato a segnare 4 gol all’Adriatico.
Non male come prima uscita del 2022, ma non bisogna distrarsi. All’orizzonte c’è la sfida contro la Viterbese in trasferta in programma domenica, la prima di otto gare da giocare in meno di un mese.
Parla Sebastiani. Ieri a Rete 8 il presidente ha parlato della trattativa per la cessione del club. «Ci sono reali presupposti per chiudere», le parole di Sebastiani. «Percentuali? Conosco il mondo del calcio e non voglio sbilanciarmi: dico che al 50% il passaggio di proprietà in porto. Nessun ripensamento? No. Rispetto alle mie possibilità ho fatto i salti mortali per la società e gli sforzi non sono stati nemmeno apprezzati, perciò è meglio farsi da parte. E se potessi tornare indietro non entrerei nel Pescara».
Giovanni Tontodonati
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