Ferrario: gol per mia figlia Grossi: il pari ci sta stretto

23 Novembre 2014

Il difensore dedica la rete all’erede in arrivo: «Che sfortuna Troest sull’autogol» Il centrocampista al rientro: «Dobbiamo recriminare solo con noi stessi»

LANCIANO. Il primo era al debutto assoluto da titolare, il secondo alla sua prima segnatura in rossonero. Paolo Grossi e Stefano Ferrario, rispettivamente centrocampista e difensore centrale della Virtus: tocca a loro analizzare, in conferenza stampa, l'impegno casalingo con il Crotone. «L'1-1 finale», affermano entrambi, «ci sta un po' stretto, alla luce del gioco espresso e delle occasioni avute nell'arco dei novanta e passa minuti del confronto. Peccato perché due punti in più ci avrebbero fatto parecchio comodo, anche se non bisogna mai dimenticare che in campo ci sono anche gli avversari».

«E quella rossoblù», sottolinea l'ex veronese Grossi, «era una formazione decisa a vendere cara la pelle, avendo la necessità di risalire la china, dopo un avvio di stagione un po' altalenante». Eppure eravate riusciti a sbloccarla quasi subito, ed al primo vero tentativo: «E' quello il nostro rammarico più grande», ammette il centrocampista, «essendo riusciti a passare per primi in vantaggio. Così come dobbiamo recriminare solo con noi stessi per qualche ghiotta occasione gettata al vento. Fossimo riusciti a raddoppiare, infatti, la gara avrebbe preso ben altra piega». Un giudizio sulla sua prova personale: «Ho cercato di fare ciò che mi ha chiesto il mister, sfruttando l'occasione offertami. Spero di non averne deluso le attese, così come ritengo, allargando il discorso a tutta la squadra che, risultato finale a parte, quella vista all'opera oggi (ieri, ndc) sia stata, tutto sommato, una buona Virtus».

A raccontare il gol del definitivo 1-1 provvede invece Stefano Ferrario, vicino all'azione: «Sul loro calcio d'angolo sono saltati in tre, ma Perrari, posizionato davanti a Troest, è stato bravo ad abbassarsi, facendo fatalmente carambolare il pallone sulla nuca del nostro compagno di reparto, e la sfortuna ha fatto il resto...».

Nessuna colpa specifica, dunque: nemmeno del portiere Nicolas? «Assolutamente no», ribatte il centrale difensivo della Virtus, «dato che davanti a lui c'erano diverse persone ed il cross era diretto sul primo palo, di abituale pertinenza dei giocatori». Tempo per rimediare, comunque, ne avete avuto: «Sì, e ci abbiamo anche provato, cozzando però contro un vero e proprio muro di gomma. Soprattutto nella parte finale del match, quando il Crotone è rimasto in dieci e ha arretrato il baricentro del proprio gioco, raddoppiando su ogni palla e difendendo con le unghie e coi denti un risultato considerato assai prezioso».

Resta la grande soddisfazione per il gol messo a segno. Il primo in carriera qui a Lanciano: «E' vero, dato che a Catania me ne avevano annullato uno regolarissimo. Mi spiace solo che non si sia rivelato decisivo per la conquista dell'intera posta in palio, ma va bene lo stesso. E ci terrei», conclude Ferrario, «a dedicarlo alla mia primogenita in arrivo, la cui nascita è prevista per la fine del mese prossimo».

Stefano De Cristofaro

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