Fidatevi di Bahebeck Aquilani? E’ un lusso

L’allenatore: sul mercato la società ha fatto il massimo
PESCARA. Sicuro e sfrontato. Massimo Oddo non ha peli sulla lingua. L'allenatore del Pescara è tornato a parlare dopo la trasferta di Reggio Emilia e, soprattutto, dopo la chiusura del calciomercato. Il titolo della sua conferenza stampa arriva quando i microfoni si stanno per spegnere. «Un voto al mercato? Sono soddisfattissimo. Siamo a posto, sono molto soddisfatto e contento di quello che ho a disposizione. Il mercato per me è stato da 10».
Un bel messaggio ai naviganti, diretto e senza troppi fronzoli. Il mancato arrivo di un centravanti e di un difensore mancino non ha scalfito la tranquillità del tecnico biancazzurro. «In queste due partite non abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato per mancanza di un attaccante. Bahebeck è una punta centrale, forse non conoscete la sua storia. Lui può ricoprire tranquillamente quel ruolo. Così come lo è Caprari, che viene definito il "falso nueve", per me è anche una punta centrale con caratteristiche diverse. E c'è anche Manaj, non dimentichiamolo. Sono soddisfattissimo di quello che ho. Si parla tanto di una punta, ma noi abbiamo giocato contro squadre forti, organizzate, come Napoli e Sassuolo; abbiamo costruito una quindicina di palle-gol, segnando tre reti e mancandone altre. Stiamo bene così». Oddo mette le cose in chiaro, ma la società sta provando a prendergli l'esperto Gonzalo Bergessio e le telefonate con il suo agente ci sono state anche nelle ultime ore. «Bergessio lo avremmo preso volentieri, ma a condizioni diverse. Se abbassa le pretese lo prenderei volentieri, ma anche lui è una scommessa. E anche lui deve scommettere su se stesso. Se viene deve essere convinto, altrimenti sono contentissimo dei miei. Ora però guardiamo avanti».
E un passaggio viene dedicato al vero colpo di mercato, ovvero Alberto Aquilani, e sul suo utilizzo. «Aquilani può fare il playmaker come faceva alla Fiorentina, ma non solo. Per il mio tipo di gioco ho bisogno di giocatori che facciano più ruoli, Aquilani è così. A 32 anni è ancora nel pieno della maturità fisica e mentale e ha il passo per fare la mezzala. Mi stupisce che squadre più blasonate non l'abbiano preso. La mia fortuna è quella di avere uomini che possono fare più ruoli, Brugman e Aquilani possono giocare insieme».
E sul mancato arrivo di Stendardo dall'Atalanta afferma: «Ho detto io no, avrei gradito un difensore centrale mancino, ma il mercato non offriva opportunità di giocatori nettamente più forti di quelli che ho e che ci facessero fare un vero salto di qualità. Abbiamo cinque centrali tutti affidabili e in più c'è Biraghi, che all'occorrenza può agire al centro della difesa».
L'ex terzino del Milan parla anche dello 0-3 a tavolino del giudice sportivo per la partita giocata a Reggio Emilia contro il Sassuolo: «Non entro nel merito, anche perché non conosco a fondo la vicenda. Abbiamo tre punti in più, ne sono contento e non sento di avere rubato nulla, anche se i risultati si conquistano sul campo».
In ogni caso, i legali del club emiliano sono pronti a dare battaglia in appello. A breve verrà discusso il ricorso, l’obiettivo del Sassuolo è quello di ribaltare la sentenza di primo grado. «Il ricorso? Credo sia la prassi anche quando non ce ne sarebbe bisogno, ma io preferisco parlare di calcio. A me come allenatore resta la prestazione di Reggio Emilia, che è stata positiva. Mi fa piacere che la squadra cerchi di continuare a fare quello che faceva nella passata stagione».
Alcuni addetti ai lavori hanno individuato il Pescara come possibile sorpresa del campionato di serie A. «Sono orgoglioso, ma siamo solo alla seconda giornata. Nel calcio oggi ti esaltano e domani ti massacrano. La mia squadra è forte, ha qualità, gioca di squadra e i singoli si mettono a disposizione. È questa la nostra forza. Possiamo migliorare ovviamente, dobbiamo imparare ad essere più cinici e concreti».
All'orizzonte c'è l'Inter di De Boer, che ha a disposizione una rosa da stropicciarsi gli occhi. «Sto cercando di preparare al meglio la partita, contro una grande squadra così come lo è il Napoli. Non ci sono ricette particolari quando giochi contro formazioni forti come quella nerazzurra. L'obiettivo deve essere sempre quello di fare bene».
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