Fiducia e speranza: Pescara a testa alta

23 Maggio 2019

Annullato l’effetto Bentegodi: domenica sera basterà non perdere per eliminare l’Hellas, accedere alla finale e continuare a inseguire la A

Un pareggio da giudicare positivamente, quello conquistato dal Pescara nell’andata della semifinale play off della serie B. In primis perché ha annullato l’effetto Bentegodi e poi perché il pari di ieri sera consentirà ai biancazzurri di giocare domenica sera per due risultati su tre. Basterà non perdere per continuare a sognare il ritorno in serie A.
L’Hellas Verona solo vincendo all’Adriatico-Cornacchia potrà accedere alla finale contro una tra Benevento e Cittadella. Non ci saranno supplementari. Il Pescara ha dimostrato di essere in salute, se l’è giocata a viso aperto senza rinunciare a replicare alle incursioni dei veronesi. E’ stato convincente. Altri 90 minuti di passione domenica: la squadra di Pillon ci arriverà con quella fiducia necessaria per guardare negli occhi un avversario che ha sì individualità e qualità di prim’ordine, ma che non è riuscito a monetizzarli nonostante la spinta del proprio pubblico.
Partita piacevole, più il primo tempo che il secondo. Tante le occasioni da rete da ambo le parti, specialmente nella prima frazione di gioco. Lo 0-0 finale non rende merito ai ribaltamenti di fronte e ai tanti momenti in cui le due squadre hanno gridato al gol. Sia l’Hellas Verona che il Pescara sono scesi in campo con il 4-3-3 e la partita si è ben presto trasformata in un uomo contro uomo a tutto campo. Pillon senza paura al Bentegodi grazie a un gruppo che gli dà affidamento sul piano fisico. L’avvio di gara è stato pieno di personalità con il Pescara che per una ventina di minuti ha avuto le redini del gioco in mano. Tante occasioni da gol, più numerose quelle dell’Hellas forse più nitide quelle del Delfino con Mancuso che, al 22’, ha colpito il palo da buona posizione. Dall’altra parte, quando l’Hellas ha superato le linee di sbarramento, ha trovato Fiorillo in serata di grazia. Diversi i suoi interventi. Il portiere è stato il migliore in campo tra i biancazzurri: ha parato tutto quello che c’era da parare e nel finale è stato aiutato anche da un pizzico di fortuna. Più possesso palla dell’Hellas, ma il Pescara non ha mai dato la sensazione di andare in affanno, al contrario. Il risultato non fa una piega, rispecchia l’andamento di una gara giocata su buoni ritmi e su un campo reso scivoloso dalla pioggia. Meglio l’Hellas Verona nella seconda parte. Partita vibrante e tirata sul piano agonistico. Imprecisioni, parate ed errori nell’ultimo passaggio hanno determinato uno 0-0 bugiardo per le emozioni trasmesse dai primi 45’ di gioco. Anche la ripresa è iniziata nel segno del Delfino, ma alla lunga l’Hellas ha preso in mano le redini del gioco. La sfida ha progressivamente perso ritmo, il Pescara è riuscito a gestirla senza patemi d’animo nonostante la pressione dei padroni di casa che hanno gettato nella mischia anche Pazzini. Ha cambiato anche Pillon durante il secondo tempo. Ma il tema tattico non è mutato. Si è arrivato al gran finale quando, in pieno recupero, Vitale dalla sinistra ha rimesso in mezzo un pallone per l’accorrente Tupta (appena entrato) che di testa ha chiamato Fiorillo a una respinta difficilissima; Pazzini era pronto alla ribattuta in rete, ma l’anticipo di Bettella è stato provvidenziale. La serata si è chiusa con gli oltre 540 tifosi pescaresi al seguito a cantare sotto la pioggia e gli altri davanti al televisore soddisfatti sia della prova che del risultato. Non è finita, per carità. Ci sarà da soffrire domenica, ma il Pescara ha dato la sensazione di poter coltivare il sogno della serie A fino alla fine. La pressione resta tutta sul Verona, condannata a vincere per tenere fede alle aspettative della vigilia.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA