Fioravanti e soci, sì condizionato per prendere L’Aquila

29 Luglio 2017

Lunedì il via alla preparazione dei rossoblù di Battistini Nel frattempo i nuovi dirigenti esamineranno il bilancio

L'AQUILA. Fumata bianca, la nuova cordata ha detto sì. Si tratta in realtà di un sì condizionato alla verifica del bilancio, che al momento non c'è, ma per il momento la cordata dei tre imprenditori romani Umberto Fioravanti e i suoi soci, Massimo Gizzi ed Ernesto Penzi, ha accettato di mettere mano al portafogli per permettere alla squadra di iniziare la preparazione. La conferma di questa "operazione ponte" che dovrebbe durare circa un mese è arrivata ieri mattina dopo che i soci della cordata romana si erano incontrati per valutare la situazione a seguito del summit di giovedì pomeriggio a palazzo Fibbioni, sede del Comune, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e dell'assessore Alessandro Piccinini. I nuovi soci dovrebbero garantire una iniezione di liquidità per permettere l'inizio della preparazione, visto che il raduno è già stato fissato per lunedì a Campo Felice. Tutto questo in attesa delle verifiche sui bilanci, visto che attualmente la vecchia società ha potuto presentare solo un bilancio di previsione. «Noi abbiamo fatto tutto il possibile», spiega il presidente uscente Corrado Chiodi, «più di così non sappiamo davvero cosa fare. Davanti al sindaco abbiamo portato il bilancio di previsione, quello che è possibile avere in questo momento, e le garanzie bancarie sui debiti pregressi. Aspetteremo queste ulteriori verifiche, l’importante è partire con la preparazione».
Sul fronte sportivo, è praticamente certo il rinnovo con Pierfrancesco Battistini, l'allenatore che ha traghettato L'Aquila calcio alla fine dello scorso campionato, dopo l'addio dell'allenatore Massimo Morgia innescato dall'esonero del direttore sportivo Alessandro Battisti. «Battistini lo scorso anno ha lavorato in maniera fenomenale», conferma Chiodi, «e ha già dato indicazioni sui giocatori da contattare per completare la rosa».
«Io più di così non posso fare, riportare L'Aquila calcio in Lega Pro era diventata per me una vera e propria questione di principio, ma non è stato possibile». «Troppe pressioni esterne», racconta Chiodi, «io credo che il calcio sia prima di tutto uno sport: si va allo stadio a divertirsi, non a prendere insulti». I tifosi, infatti, da mesi sul piede di guerra contro l'attuale società, sui social network hanno commentato abbastanza freddamente se non con una certa ostilità la situazione. Dalle scarpe di Corrado Chiodi esce anche qualche sassolino, «purtroppo, nonostante le tante parole spese in questi mesi, nessun imprenditore aquilano ha voluto metterci la faccia».
Raniero Pizzi
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