Fiorillo o Pigliacelli? Il Pescara deve scegliere

Dilemma portiere: uno dei due è di troppo, bisogna decidere su chi puntare Ganz: il blitz del Palermo non preoccupa la società che conta sul sì del centravanti
PESCARA. Dilemma tra i pali. A otto giorni dalla partenza per il ritiro, il Pescara è chiamato a sciogliere i dubbi sul portiere. Sono due i candidati a difendere la porta biancazzurra nella prossima stagione: Vincenzo Fiorillo e Mirko Pigliacelli, una delle migliori coppie di estremi difensori della serie B. Proprio per questo motivo, le probabilità che entrambi restino in riva all’Adriatico sono davvero esigue. Fiorillo vuole dimostrare di poter interpretare con profitto il ruolo di portiere nel gioco di Zeman. Il tecnico boemo lo ha preferito a Bizzarri nelle ultime 9 gare di campionato e in generale si è mostrato soddisfatto del suo rendimento: «Con Fiorillo il gioco è diventato più veloce», ha detto Zeman dopo la gara in trasferta con l’Empoli. Terminate le vacanze, l’ex portiere del Livorno si sta già allenando da qualche giorno per farsi trovare pronto nei primi giorni di preparazione. Come è noto, Zeman fa lavorare molto anche i portieri, perciò è consigliabile presentarsi in buone condizioni fisiche. Di contro c’è Mirko Pigliacelli che dopo quattro stagioni trascorse in prestito in altrettante squadre (Reggina, Frosinone, Pro Vercelli e Trapani) vuole giocarsi fino in fondo le sue chance con la maglia biancazzurra. In teoria, le caratteristiche del 24enne romano rispondono pienamente al profilo indicato dal tecnico di Praga per rivestire quel ruolo. Abile con i piedi, veloce nel far ripartire l’azione e spregiudicato nelle uscite, Pigliacelli non avrebbe problemi ad essere il numero uno del Pescara di Zeman. Tuttavia, è possibile che Fiorillo migliori sotto questi aspetti svolgendo la preparazione con il boemo per conquistarsi la sua piena fiducia.
Poi ci sono le difficoltà del calciomercato. Nei giorni scorsi alcuni club, tra i quali Spal e Benevento, hanno fatto un sondaggio per Fiorillo, ma il Pescara non può cederlo a cifre basse. Ci sarebbe il rischio di una pericolosa minusvalenza, dal momento che l’anno scorso i biancazzurri hanno sborsato due milioni di euro per acquistarlo. E c’è anche il fattore umano, visto che in questi tre anni Fiorillo si è guadagnato l’affetto dei tifosi e della società grazie al suo costante impegno e al suo comportamento. Mai una parola fuori posto, anche quando gli sono stati preferiti altri portieri (nell’ultima stagione Bizzarri, due anni fa, per un periodo, Aresti). Con il Pescara ha un contratto fino al 2019 e finora ha totalizzato 82 presenze. Al contrario Pigliacelli (scadenza contratto 2020), richiesto dall’Avellino, è arrivato l’anno prima di Fiorillo, ma ha giocato solo 5 gare con il Delfino. Dopo due stagioni di buon livello in B vorrebbe confermarsi. Ecco perché al più presto bisognerà stabilire la gerarchia.
Intanto, per gli uomini mercato del Pescara sta per cominciare una settimana densa di impegni. Domani in agenda c’è un incontro con l’Udinese che ha chiesto Mamadou Coulibaly e Francesco Zampano. Il senegalese non è entusiasta dell’idea di trasferirsi in Friuli, ma i dirigenti biancazzurri proveranno a fargli cambiare idea. L’Udinese si è informata anche su Zampano, visto che Widmer è in uscita. Nell’affare potrebbe entrare il laterale Davide Faraoni, 25 anni. Martedì il Pescara incontrerà la Juve per ingaggiare di Simone Ganz. Il Palermo ha offerto 2 milioni di euro ai bianconeri e a breve cercherà l’intesa con la punta, che però si è già promessa al Pescara. E proprio per questo motivo il presidente Sebastiani è ancora convinto di chiudere l’operazione. Infine, Luca Vido è più lontano: il centravanti è passato dal Milan all’Atalanta che potrebbe tenerlo in rosa. Il tecnico Gasperini prenderà una decisione durante il ritiro.
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