Fiorillo, parate e record Pescara è in buone mani

Il portiere decisivo anche a Pisa, martedì saranno 200 in biancazzurro
PESCARA. Imbattuto in due trasferte di fila senza subire reti: sembra un sogno, invece è realtà. Due settimane fa il successo di Ascoli, poi il pareggio di martedì a Pisa che riscatta il ko casalingo con il Vicenza e permette al Pescara di non staccarsi troppo dalla zona salvezza. Prima dell’arrivo di Roberto Breda, nell'intero 2020, in 15 gare esterne i biancazzurri non avevano preso gol solo una volta, a Udine contro il Pordenone (0-2, 25 gennaio). Dunque, si guarda al futuro con un po’ più di ottimismo, ovviamente servono conferme, a cominciare dalla sfida di sabato (ore 16) contro il Monza di Silvio Berlusconi, una corazzata che si presenta all’Adriatico galvanizzata dalla cinquina rifilata all’Entella e dal conseguente ingresso in zona play off.
Per Vincenzo Fiorillo si tratta di un nuovo durissimo esame e il capitano spera di mantenere la porta inviolata nello stadio amico. Finora ci è riuscito una sola volta in sei partite, al debutto stagionale contro il Chievo. Se il Pescara è tornato dalla Toscana con un risultato positivo, il merito è in buona parte del portierone genovese, abile a sventare almeno tre tentativi pericolosissimi dei nerazzurri. Tra l’altro, il 30enne vuole avviarsi con l’umore giusto al taglio del prestigioso traguardo delle 200 presenze con la maglia del Delfino. Ora è a quota 198 e, dopo i match contro Monza e Brescia (martedì), alla settima stagione in biancazzurro entrerà nel ristretto club che annovera alcune bandiere del calcio pescarese. Dagli anni 70 a oggi, il primato appartiene a Ottavio Palladini (322 gare), seguito da Michele Gelsi, Gianfranco De Marchi, Federico Giampaolo, Bruno Nobili e Giacomo Dicara. Tra i portieri, l’unico ad aver collezionato più match di Fiorillo è il compianto Gino Di Censo (220 negli anni 50 e 60).
La speranza è che contro Monza e Brescia si faccia risultato, in modo da proseguire la rincorsa in classifica celebrando il capitano nel migliore dei modi.
Il processo di crescita. C’è l’esigenza di trovare un equilibrio tra le due fasi, la sensazione è che per ora la coperta sia troppo corta. Quando la squadra decide di alzare il baricentro e pressare alto spesso perde le distanze lasciando la difesa in balìa degli avversari. Al contrario, nel momento in cui i biancazzurri scelgono un atteggiamento attendista difficilmente poi riescono a ripartire con la necessaria convinzione. E quando non c’è Ceter diventano totalmente innocui… «C’è da lavorare molto, in fase di possesso possiamo e dobbiamo fare meglio», ripete Breda che ha subito individuato il cuore del problema.
La nota lieta è che, a prescindere dalla qualità della prestazione, a Pisa il gruppo ha dimostrato di avere acquisito il carattere necessario per lottare nei quartieri bassi della graduatoria. Nello scorso torneo il Pescara ha fatto fatica a calarsi nella mentalità delle squadre pericolanti, invece adesso, suo malgrado, sembra già più abituato a lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Senza queste armi difficilmente si potrà risalire.
Notiziario. Ieri mattina allenamento a Pisa, nel pomeriggio rientro a Pescara. Contro il Monza di nuovo assente Busellato, mentre Balzano tornerà a disposizione.
Giovanni Tontodonati
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