Fiorillo: per questa maglia dico no alla A

Il portiere biancazzurro: è una piazza che fa crescere. Oddo ci ha trasformati
PESCARA. Ha rinunciato alle vacanze per presentarsi in ritiro al top. Doveva andare in Sardegna, in compagnia di altri biancazzurri (Gianluca Caprari e Fabrizio Grillo) o ex (Matteo Politano), invece, Vincenzo Fiorillo ha preferito restare a Pescara per completare le cure al ginocchio che lo ha tormentato negli ultimi mesi, godersi un po' di mare e seguire da vicino la sua situazione.
Dopo la risoluzione della comproprietà tra Juventus e Sampdoria, ora il cartellino del portiere è tutto del club torinese. Il suo contratto scade nel 2018, ma il Pescara si è mostrato disponibile ad accoglierlo anche la prossima stagione.
«Ho già detto tante volte», afferma Fiorillo, «che mi piacerebbe proseguire questa avventura. Mi auguro che la trattativa venga portata a termine presto».
Ha messo il Pescara davanti a tutti, rifiutando le proposte di Livorno e Sampdoria che lo avrebbe ripreso come secondo. Ha declinato le avance del Bastia, che gli ha prospettato la possibilità di giocare titolare nella Ligue 1. «Per la prima volta ho la chance di militare nella stessa squadra per il secondo anno consecutivo. Dal momento che qui mi sono trovato benissimo non vedo perché dovrei cambiare. Perciò ho deciso di non dare la disponibilità ad altri club. Questo è l'ambiente ideale per la mia consacrazione».
L'estremo genovese vuole ripartire dalla triste notte del 9 giungo, quando il sogno di conquistare la A si è infranto a Bologna. «È stata una grande delusione, ma al tempo stesso quella partita ha rafforzato la mia convinzione, quella di aver fatto la scelta giusta all'inizio del campionato. Sapevo di essere approdato in una società ambiziosa e se un calciatore vuole mettersi in mostra in serie B per fare il grande salto, deve mettere il Pescara in cima alla lista. Le piazze piccole non ti fanno crescere, al contrario di questa, che è esigente e stimolante».
La permanenza sulla panchina biancazzurra di Massimo Oddo rappresenta una garanzia ulteriore. «In poco tempo ci ha trasmesso una carica incredibile. È riuscito a cambiare volto alla squadra sotto il profilo mentale e tattico. Sono certo che con lui tutti avranno grandi benefici». Il tecnico incarna quel senso di appartenenza che spesso viene sbandierato nel calcio.(g.t.)
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