Florenzi pronto per giocare: esterno o interno non fa differenza

DALL’INVIATO A MONTPELLIER. Scalpita Alessandro Florenzi, come quando sceglie i giocatori per la playstation, disciplina nella quale è maestro. Però nel caso di Italia-Svezia è Conte a selezionare i...
DALL’INVIATO A MONTPELLIER. Scalpita Alessandro Florenzi, come quando sceglie i giocatori per la playstation, disciplina nella quale è maestro. Però nel caso di Italia-Svezia è Conte a selezionare i giocatori con il “joystyick” e chissà se per la sfida di Tolosa schiaccerà l’8. «È dal 18 maggio che sono pronto e a disposizione del mister – afferma il romanista – mi sento bene. Esterno o interno fa lo stesso, credo di saper interpretare a modo mio tutti i ruoli dei 5 ad eccezione di quello di De Rossi». È diventato papà da pochi giorni e l’arrivo in casa Florenzi di Penelope «migliorerà la vita a me e a mia moglie». Era titolare fisso nella prima idea di Conte, poi ha perso un po’ di posizioni ma ha sposato il concetto di gruppo che il Ct ha trasmesso ai suoi giocatori. «Siamo un grande gruppo e lo si è visto quando ha segnato Pellè: dalla panchina siamo entrati tutti in campo e l’arbitro poteva ammonirci. Oppure quando Vertonghen ha spintonato Oriali: Insigne e io che siamo alti come una gamba del belga ci siamo alzati per difenderlo: è una questione di rispetto». (v.b.)
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