Foggia: «Pescara, la forza è il gruppo»

Il ds traccia un primo bilancio: «Primo posto frutto del lavoro. Baldini valore aggiunto. La B? Ci sono tante concorrenti»
PESCARA. Stop forzato per il rinvio della gara con il Milan Futuro e tanto lavoro sul campo per il Pescara in attesa del match di venerdì a Ferrara contro una Spal che ieri è stata travolta 4-0 dal Campobasso. Volto sorridente e un messaggio chiaro mandato a tutti. Con le buone o con le cattive: il gruppo conta più di ogni cosa. È il pensiero del ds Pasquale Foggia che ha subito blindato da qualunque spiffero la sua squadra e ora si gode il primato. Da calciatore l’attuale ds biancazzurro ha calcato i palcoscenici che contano: 170 presenze in A con 18 reti. Mica male per un trequartista dai piedi buoni che amava mandare in porta i compagni. E dietro la scrivania a Benevento ha fatto vedere da subito cose belle. C’era lui con la squadra che prese 4 gol all’Adriatico ma a fine anno festeggiò la promozione nella massima serie. Era la “stagione del Covid” che per il Pescara si chiuse il 14 agosto 2020 con i rigori salvezza a Perugia. E Foggia in estate ha detto subito si al presidente Sebastiani anche se quella chiamata è arrivata all’improvviso, a metà luglio, dopo le dimissioni di Daniele Delli Carri
Foggia, ricorda il giorno della telefonata?
«Certo. È stato inaspettato anche se con Sebastiani ci sentivamo ogni tanto. Ma quando chiama Pescara non si può mai rifiutare. È vero che il momento era difficile, ma Pescara è Pescara».
Pescara primo in classifica. Chi lo avrebbe mai detto in estate. La sua analisi dopo 8 partite giocate?
«Bilancio positivo anche se è semplice dirlo oggi. La classifica è stupenda e quindi la mia risposta è facile. Ma io voglio sottolineare quello che stiamo costruendo allenamento dopo allenamento. L’unica cosa negativa è l’infortunio di Lorenzo Lonardi. Giocatore fortissimo e ragazzo straordinario. Tornerà nel finale di stagione e noi lo aspettiamo».
L’infortunio di Lonardi è pesante, però lei però ha detto subito no al mercato degli svincolati. Perché?
«Per tutelare il gruppo che abbiamo. A centrocampo siamo in tanti e tutti uomini di qualità. Questa squadra non la vado a toccare nonostante mi abbiano proposto tantissimi svincolati».
È normale però che lei stia seguendo il mercato per gennaio?
«Non è semplice in C trovare un Lonardi con quel fisico e quella qualità. Non nego che sto dando uno sguardo ma solo perché un direttore deve conoscere ogni movimento. E non perché io abbia degli obiettivi concreti».
A proposito di infortuni. Come sta Meazzi?
«Ha una distorsione alla stessa caviglia infortunata in estate. Dobbiamo valutarlo giorno per giorno in vista di Ferrara».
Lei ha parlato spesso di gruppo. Tunjov dopo Chiavari non ha avuto l’atteggiamento giusto. E’ stato difficile prendere la decisione di lasciarlo fuori? Addirittura si parlava di possibile rescissione.
«Non è stato difficile usare il pugno duro. Essendo stato calciatore so benissimo che il gruppo va tutelato e protetto. Solo Maradona faceva vincere da solo le partite e quindi nessun singolo può fare quello che vuole. Dopo quel provvedimento il ragazzo ha capito e oggi va a 3.000».
C’è un giocatore di questo Pescara che somiglia a Pasquale Foggia calciatore?
«Merola per il piede. Ferraris e Cangiano per la cattiveria agonistica che mettono in campo».
A Pescara c’è la “Baldini mania”. Quando ha capito che l’allenatore del Pescara poteva essere il valore aggiunto?
«Dopo la sconfitta con il Pineto. Il mister ha avuto un’umiltà e un’intelligenza da applausi. Ha capito che il 4-2-3-1 provato per un mese non era il sistema di gioco ideale per noi e ha cambiato. Non era facile farlo in breve tempo e con la sua onestà».
Il flash più bello che ha da ds del Pescara?
«Il gol di De Marco con il Carpi. Entrato per l’infortunio di Lonardi e subito ha segnato. Lo scorso anno era un titolare, con noi non aveva giocato molto. Segnale clamoroso: sintetizza il mio pensiero sull’importanza del gruppo».
Direttore, che girone è questo? Pescara, Entella e Ternana per la promozione in B?
«Aggiungo Torres, Ascoli e Arezzo. Non ci sarà la squadra che si staccherà dalle altre».
E se fosse il Pescara?
«Non devo dirlo io…».
C’è qualche giocatore che la incuriosisce?
«Bigonzoni del Campobasso è uno. Ma i migliori giovani li abbiamo noi».
Enrico Giancarli

