Fontecchio, l’obiettivo sono i Mondiali 2019

«A Cremona ho ritrovato il sorriso, ora penso all’azzurro. L’anno prossimo? Voglio giocare di più»
PESCARA. A Cremona ha ritrovato il sorriso, oltre ai minuti e ai punti. Adesso Simone Fontecchio non vuole più fermarsi. Nel suo mirino ci sono i Mondiali di basket 2019, e allora ecco che appena conclusa la stagione con la Vanoli le sue attenzioni volano immediatamente alla nazionale, di cui fa parte più o meno stabilmente da un anno a questa parte. «La casacca azzurra», dice il cestista pescarese, «è un onore irrinunciabile. In questi giorni di stacco mi sto allenando in solitaria per prepararmi al raduno di Roma del 10 giugno». Da lì poi, coach Meo Sacchetti diramerà le convocazioni per il doppio impegno con Croazia e Olanda: «Siamo già qualificati al turno successivo, ma vogliamo chiudere in bellezza perché i punti che facciamo adesso ce li portiamo dietro nella prossima fase eliminatoria».
Proprio Sacchetti, coach della nazionale e della Vanoli Cremona allo stesso tempo, è stato l'ago della bilancia quando a dicembre Fontecchio ha deciso di lasciare l'Olimpia Milano in cerca di più spazio: «Giocavo poco, non era facile farsi largo all'interno di un roster così forte. Sacchetti mi ha sempre mostrato fiducia e quando si è concretizzata la soluzione Cremona non ci ho pensato due volte». E da quel momento le cose sono cambiate: «Ho ricominciato a giocare con regolarità e a fare punti. Mi sono tolto belle soddisfazioni nel corso di questo campionato: abbiamo raggiunto la semifinale di Coppa Italia e siamo riusciti a qualificarci per i playoff scudetto. Non male se pensiamo che Cremona doveva fare la serie A2 ed è stata ripescata».
Anche il suo score ne ha guadagnato, rialzandosi dopo un periodo buio. Quest'anno ha chiuso con oltre 9 punti di media realizzati a partita, ma lui pretende di più da se stesso: «Se non giochi non puoi segnare», prosegue con un filo di sarcasmo, riferendosi al periodo milanese. «Penso di aver fatto vedere le cose migliori nei mesi invernali, poi ho subito un leggero calo. Voglio e posso fare di più». A partire dalla prossima stagione. Lui le idee le ha molto chiare: non sa dove giocherà ma sa che vuole giocare. «L'ho già dichiarato in più di una circostanza, l'obiettivo numero uno per l'anno prossimo è mettere nelle gambe minuti su minuti. Ho un contratto con l'Olimpia Milano fino a giugno 2019 e non posso prescindere da questo. Loro attualmente si stanno giocando lo scudetto e non mi sembra questo il momento migliore, ma appena possibile voglio parlare con società ed allenatore per capire se rientro nei loro piani o meno. Entro giugno voglio conoscere il mio futuro». E sulla possibile permanenza in prestito alla Vanoli dice: «Dipenderà anche dalle scelte di coach Sacchetti. Io a Cremona sono stato benissimo, ma è innegabile che la sua presenza in panchina ha rappresentato e rappresenterebbe per me un grande stimolo».
Il figlio d'arte, nato a Pescara 22 anni fa, ha girato lo Stivale senza però mai varcarne i confini. Un'esperienza all'estero lo attrae, ma non ora: «Certo che mi piacerebbe, però occorre far bene in Italia e soprattutto in Europa per mettersi in mostra. Finora non ho mai avuto questa possibilità, non mi dispiacerebbe se capitasse». Dal sogno estero alla sua Pescara il passo è più breve di quanto si possa pensare. Qui Simone viene a godersi i pochi momenti di relax tra l'affetto di mamma Malì, papà Daniele e Luca, il fratello che come lui gioca a basket in A2 a Piacenza: «Sono stato a casa due settimane fa per la laurea di mio fratello. Torno sempre molto volentieri qui, penso che ad agosto sarò di nuovo in Abruzzo». Una famiglia di sportivi dunque, che cerca di consigliarlo senza però influire nelle sue scelte: «Mi dicono di fare quello che penso sia meglio per me. Loro sono contenti se mi vedono felice. Ogni tanto vengono a trovarmi nei palasport in giro per l'Italia. Mi auguro di vederli spesso nella prossima stagione».
Adriano De Stephanis
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