Fontecchio monumentale: dedicato alla mia famiglia

2 Settembre 2023

L’ala pescarese degli Utah Jazz con 30 punti trascina gli azzurri al trionfo (78-76) Serbia ko, domani (ore 10) la gara decisiva contro Portorico. I quarti sono vicini

PESCARA. Tiro velenoso, esplosività da vendere e classe allo stato puro. Il pescarese Simone Fontecchio demolisce la Serbia (78-76), mette a referto una prova da urlo (30 punti e 9-11 da 2) e trascina l’Italbasket alla vittoria nella prima gara della seconda fase ai Mondiali in corso nelle Filippine. Con questo successo gli azzurri si sono rimessi in linea per il passaggio ai quarti di finale, che, ora, sono davvero a un tiro schioppo. «Sono felicissimo. La dedica è per la mia famiglia, mia moglie e mia figlia che sono la mia vita, faccio tutto questo per loro», racconta un raggiante Fontecchio a fine partita. «Sono andato a cercare qualcosa dentro di me al terzo quarto quando eravamo sotto di 16 punti. Abbiamo cercato le ultime forze che avevamo dentro tutti. Abbiamo fatto uno sforzo allucinante, Datome ci ha dato una spinta incredibile, è stato bellissimo vedere i canestri che ha fatto, fenomenale. Quando ne metti 1, 2, 3 poi il canestro si allarga», l’analisi dell’ala degli Utah Jazz.
Una vittoria che porta la firma in calce del 27enne pescarese, figlio d’arte, e con l’Abruzzo nel cuore. L'Italia per la Serbia del basket è diventata una maledizione. Dopo la vittoria degli azzurri al preolimpico di Belgrado, che qualificò la nazionale di Pozzecco ai Giochi di Tokyo, e il 94-86 a favore degli azzurri agli Europei dello scorso anno, impresa che valse un posto nei quarti di finale, è arrivato anche il successo in volata a Manila degli azzurri, che tiene ancora abbondantemente aperta la porta verso i quarti di finale. L'Italbasket è stata capace di tornare avanti dopo essere stata sotto di 16, sul 44-60 per Stefan Jovic e compagni. Ma non era certo finita, e trascinata da un Simone Fontecchio da urlo, quasi a voler dimostrare agli scout Nba presenti di meritare più spazio negli Utah Jazz, l’Italia ha cominciato e poi portato a termine una fantastica remuntada. Così a una Serbia alla fine quasi incredula per la sconfitta, non sono basti i 18 punti di Bogdan Bogdanovic e i 15 di Ognjen Dobric. «Siamo contenti della vittoria. Ora battiamo Portorico», ha sottolineato Fontecchio, seguito ieri a Manila da un gruppo di tifosi abruzzesi composto da Renato Fulgente, medico di Ortona, l’imprenditore Valerio Di Battista di Lanciano e l’imprenditore ortonese Carlo Valentinetti (presidente dell’Unibasket Lanciano).
I tre da anni programmano le loro vacanze in base agli impegni internazionali dell’Italbasket per tifare i due figli di mamma Abruzzo: la stella pescarese Simone Fontecchio e l’ala Giampaolo Ricci, teatino doc, ieri in campo per oltre 14 minuti, ma senza andare a canestro. Domani (ore 10) la sfida contro Portorico, che varrà tantissimo: con una vittoria l’Italia è sicura del passaggio ai quarti di finale. In caso di successo della Serbia sulla Repubblica Dominicana (domenica ore 14), gli azzurri accederanno alla fase a eliminazione diretta da primi e incroceranno la seconda del gruppo J (una tra Usa e Lituania) mentre la Serbia passa da seconda. Nell’ipotesi che i caraibici riescano a fermare la squadra di Bogdanovic, sarà la Repubblica Dominicana a passare da prima con gli azzurri secondi e la squadra di Pesic eliminata. Fontecchio e Ricci affilano le armi: il sogno è tornare dalla Filippine con un metallo prezioso al collo.