Formichetti: «Un sogno che si realizza»

13 Maggio 2017

Parla il fiduciario Rcs: «Questa tappa farà la storia. Punto su Quintana». L’anno prossimo tocca a Francavilla

Il sogno diventa realtà. È l’uomo di riferimento in Abruzzo per quanto riguarda i grandi eventi legati al ciclismo. Maurizio Formichetti, fiduciario della Rcs, è l’organizzatore della tappa abruzzese del Giro del Centenario. Il dirigente teatino anche in questa edizione non ha lasciato nulla al caso.
Formichetti, che tappa sarà quella di domani?
«Uno spartiacque, una tappa in cui capiremo chi potrà vincere il Giro. Calcolate anche che il giorno successivo è previsto riposo e, poi, martedì, ci sarà una tappa impegnativa, una cronometro di circa 40 chilometri. Sicuramente l’arrivo sul Blockhaus farà la storia, perché non era mai successo prima che l’organizzazione fissasse una tappa così importante a metà Giro. Posso dire, che questo giorno lo sognavo da tanti anni, ovvero da quando fu scalata e vinta da Eddy Merckx. Ho mantenuto il massimo riserbo su questo evento, perché volevo che fosse l’evento più importante di primavera».
Missione compiuta, vero?
«Sì e ringrazio tutti gli enti che hanno partecipato all'organizzazione della manifestazione, in primis la Regione e le province di Chieti e Pescara che hanno lavorato per rendere sicure le strade. Un ringraziamento particolare all'Anas, che si è subito messa all’opera».
Tornando all’arrivo sul Blockhaus. Secondo lei chi è il favorito alla vittoria di tappa?
«Sono convinto che vincerà Quintana, perché è l’uomo più in forma ed è un percorso adatto a lui. Gli ultimi 8 km sono tutti su una salita molto veloce e lì ci sarà la scrematura e, secondo me, ci sarà un gruppetto che farà la volata. Oltre a Quintana, dico Nibali ma anche tanti altri. Quella lì è una salita dura, che pochi girini conoscono e hanno avuto modo di fare un sopralluogo, perché, su quelle asperità, fino a qualche tempo fa c’era la neve a causa dell’inverno rigido».
Dei tre abruzzesi Fonzi, Ciccone e Cataldo chi potrà avere qualche possibilità di vittoria?
«Tra questi ha più possibilità Ciccone, il quale è più scattista e scalatore, mentre Cataldo è più un diesel. Poi bisognerà vedere come si comporterà l’Astana, la squadra di Cataldo, che è al Giro con una pedina in meno dopo la tragedia di Scarponi. Non hanno un vero capitano. Ciccone può fare qualcosa, anche se la Bardiani corre con due uomini in meno per via dellle due squalifiche per doping. In questa tappa le grandi squadre faranno la gara e cercheranno di lanciare i propri leader e non so se Ciccone riuscirà a spuntarla. I big tengono al Blockhaus».
Quanto costa organizzare una tappa?
«L’arrivo mediamente tra i 120 e i 150mila euro, mentre la partenza tra 30 e 40mila euro. Il Giro serve allo sviluppo turistico del territorio e credo che non ci sia veicolo migliore per l’Abruzzo che ha mari e montagne importanti, oltre che buon vino e al buon cibo».
Può svelarci qualcosa inerente all’edizione 2018 del Giro d’Italia?
«Da più di 10 anni mi occupo del Giro in Abruzzo e vorrei fermarmi con l’edizione 2017, ma la passione è tanta e andrò avanti. Posso dire che per il prossimo anno un comune importante della riviera (Francavilla, ndr) mi ha contattato e ha già depositato la domanda. Credo che potremmo avere una tappa tutta abruzzese».
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