Fornasier sembra rinato, ora la difesa è di ferro

La crescita del centrale veneto ha aiutato il reparto a trovare solidità: nelle ultime dieci partite solo sei gol incassati dai biancazzurri in corsa verso la A
PESCARA. «Vietato abbassare la guardia». In apparenza, le parole di Massimo Oddo risuonano come le solite frasi di rito che tutti gli allenatori pronunciano prima di ogni appuntamento decisivo. In realtà, il messaggio nasconde anche una speranza. Va premesso che il Pescara arriva al match di ritorno contro il Novara con un piede e mezzo in finale. Ma vale la pena ricordare che qualche distrazione di troppo nel corso del torneo ha impedito ai biancazzurri di lottare fino alla fine per la promozione diretta. La costante negativa dei (pochi) passaggi a vuoto ha riguardato sempre la fase difensiva. L’incapacità di rendere affidabile il reparto arretrato per l’intera stagione ha di fatto pregiudicato la rincorsa al vertice. Però, da alcune settimane, il vento è cambiato. Nelle ultime 10 partite (8 vittorie e 2 pareggi), i biancazzurri hanno subìto 6 reti: una media di 0,6 a gara, che è migliore anche di quella del Novara che ha chiuso il campionato con la difesa meno perforata della serie B. Un risultato straordinario se si pensa che il Delfino, con le 52 reti incassate nella regular season, ha la peggiore retroguardia delle prime dieci squadre di B.
Il cambio di rotta c’è stato per vari motivi: passaggio dalla marcatura “a zona” a quella “a uomo” sulle palle inattive, organizzazione più efficace nella fase di non possesso, attenzione nelle “coperture preventive”, ma anche la crescita del rendimento di alcuni uomini. Tra i tanti, un posto di rilievo ce l’ha Michele Fornasier. Il difensore veneto ha mostrato una sicurezza ammirevole nell’ultimo mese e mezzo scrollandosi di dosso le severe critiche ricevute nel girone di andata. Finalmente il Pescara ha ritrovato il centrale che si era distinto nella seconda parte del torneo scorso (arrivò a gennaio 2015 dalla Sampdoria) diventando in poco tempo un punto fermo della difesa. Nel post-partita a Novara, il 22enne di Vittorio Veneto era molto soddisfatto della prestazione.
«Abbiamo fatto una grande partita», queste le sue parole, «specie in difesa, siamo stati quasi perfetti». Poi aveva aggiunto. «Però, occhio: non siamo ancora in A. Anzi, pensare di aver chiuso la partita sarebbe l'errore più grave».
Sembra di sentire Oddo. Nell’appello lanciato ieri dall’allenatore, che conosce a menadito pregi e difetti dei suoi, il messaggio latente era questo: per andare in A bisogna conservare la compattezza difensiva esibita negli ultimi tempi. I tanti gol subìti in passato? Un problema che, a quanto pare, è stato risolto, ma prima di festeggiare si dovrà resistere per altre tre partite.
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