Fortunato doma lo Zoncolan Bernal super, ma Ciccone c’è

L’azzurro va in fuga e vince il tappone di montagna, il colombiano sempre leader
SUTRIO. Sono un ragazzo… Fortunato perché mi hanno regalato un sogno. Cantava così Jovanotti ma il buon Lorenzo oggi il sogno di una vita se lo è conquistato semplicemente perché è stato il più bravo di tutti e il “mostro” Zoncolan ha applaudito il corridore della Eolo-Kometa che ha portato a termine la lunga fuga di giornata che cambierà radicalmente la sua carriera. Per la generale Egan Bernal si conferma: è il più forte di tutti, segue con sguardo sorpreso Simon Yates e ai 500 metri decide di mettere la freccia e arrivare tutto solo.
Se Lorenzo Fortunato può festeggiare la vittoria di tappa, Egan Bernal una leadership sempre più consolidata e Simon Yates una condizione (finalmente) ritrovata, chi può tornare a sorridere dopo l’abbuffata di polvere di Montalcino è Giulio Ciccone. Il ricordo di quella tappa è alle spalle, il teatino della Trek è il migliore dopo i due extraterrestri e arriva con Caruso. Vlasov paga 33”, Evenepoel 51” e viene scavalcato in classifica da Giulio che sale al 7° posto e mette nel mirino la top five. Possibile? Assolutamente sì perché anche Carty ha perso contatto e con l’abbuffata di salite che inizierà domani a Cortina c’è da essere ottimisti. Ciccone ha atteso un po' prima di parlare: una meritata doccia, i soliti massaggi ed ecco le riflessioni del corridore abruzzese. «Il bilancio di giornata è da segno più. Sono contento per aver ritrovato buone sensazioni (buonissime, ndc) dopo un paio di giorni in cui non mi sentivo super. Oggi stavo bene e ho cercato di gestirmi, evitando fuorigiri sul pezzo duro. Quando Bernal e Yates hanno attaccato non ho pensato a seguirli, ma sono salito in progressione e ho tenuto duro. È stata una scelta giusta che mi ha permesso di contenere il distacco al traguardo. Chiudere ancora tra i migliori mi conforta per quello che ci aspetta da qui a Milano».
E ti aspettano sicuramente tante salite a cominciare domani dal Pordoi, dal Fedaia scalato da Malga Ciapela e soprattutto il Giau. Ciccone diceva, a ragione, che è stata una scelta giusta non seguire Yates e Bernal ma forse meno giusta è stata la scelta della squadra di lasciare sempre solo Giulio nel gruppo con Mollema ancora in fuga a caccia di gloria personale (non è la prima volta). Non avrebbe più senso compattarsi al fianco del proprio capitano? Nibali lo ha fatto e visto il curriculum di Vincenzo viene da dire chapeau! Ma gli altri? Vi siete mai chiesti perché nessuno della Ineos o dell’Astana si allontana da Bernal o Vlasov? La risposta è piuttosto facile.
Il racconto della tappa. Parte la lunga fuga di giornata e quando il vantaggio di Fortunato, Tratnik, Bennet, Mollema e gli altri sale sopra agli 8’ si capisce subito che anche oggi ci saranno due corse. Quella per la tappa decisa con l’allungo sulla salita finale di Fortunato e Tratnik e quella per la classifica con la guerra dei giganti davanti al “mostro” Zoncolan. E se Fortunato ha avuto ancora le forze di procedere dritto nell’ultimo chilometro legittimando il successo, Tratnik è ricorso al vecchio e saggio zig zag, che su quelle pendenze ti evita guai peggiori se le gambe non rispondono più. E il gruppo? Dopo il lungo lavoro dell’Astana ti aspetti lo scatto di Vlasov ma come la salita si fa dura ecco la Ineos che mette in scena il suo copione: Moscon, Castroviejo e Narvaez preparano il terreno per lo scatto della maglia rosa. Bernal sta talmente bene che quando tutti sono al gancio lui si sposta dalla ruota di un compagno, si gira per scrutare gli avversari, capisce che non ne hanno più e impone di allungare. Ci mancava solo che sorseggiasse un buon caffè.
Vlasov, Evenepoel, Carty e tanti altri saltano ma il “mostro “ Zoncolan decide di svegliare Yates che prova l’allungo. L’attacco è deciso, Bernal lo segue ed è il solo. I due se ne vanno, dietro restano Ciccone e Caruso. Qualche km prima Giulio e il siciliano si sono scambiati un sorriso ma ora solo pensarlo quel sorriso è impossibile. Piuttosto verrebbe da piangere con la pendenza al 27% e due motociclette (una rosa) che ti scappano così ma sul traguardo i due azzurri limitano alla grande il distacco e salgono anche loro sul carro dei vincitori di giornata. E se fossero proprio l’abruzzese e il siciliano a giocarsi un gradino del podio? Aspettiamo domani Cortina e poi ne riparleremo. Intanto oggi si riparte da Grado e si arriva a Gorizia. Cimolai (Israel Fantini) gioca in casa e dopo una serie di piazzamenti sul podio vorrebbe il successo. Ma Nizzolo e Sagan non sono proprio d’accordo. E con la luce del giorno che lascia spazio alla notte, il “mostro” Zoncolan saluta il Giro avvolto dalla nebbia e dà i suoi voti. Chi ha superato l’esame? Bernal, Yates, Ciccone e Caruso. E ovviamente Lorenzo Fortunato. I bocciati? Vlasov, Carty, Mollema (o la strategia della Trek?) ed Evenepoel. Ma con le Dolomiti a due passi l’esame di riparazione è molto vicino.

