Francesco, ecco la stella della famiglia Di Fulvio

27 Luglio 2014

A 20 anni è la sorpresa dell’Italia che oggi va all’assalto del bronzo agli Europei E’ l’ultimo di tre figli con la passione per la pallanuoto: il papà è stato nella Sisley

PESCARA. E' una delle note liete dell'Italia della pallanuoto che oggi (ore 18,30) a Budapest affronterà il Montenegro per conquistare la medaglia di bronzo agli Europei. A quasi 21 anni, l’attaccante pescarese Francesco Di Fulvio ha compiuto quel salto di qualità tanto auspicato: dapprima la grande stagione a Brescia (46 gol), poi la chiamata in Nazionale e, infine, un torneo continentale condito da otto gol. Ormai è diventato il numero uno in una famiglia che mangia pane a pallanuoto. Merito di papà Franco, che è stato uno dei protagonisti della Sisley Pescara negli anni Ottanta, e dei fratelli maggiori Andrea, 26 anni, e Carlo, 24 anni, che nella prossima stagione potrebbero giocare insieme in A1 a Verona e sfidare il "cucciolotto" di famiglia, Francesco per l'appunto. Il quale, invece, difenderà i colori della Pro Recco campione d'Italia.

Finalmente un abruzzese nel Settebello, non accadeva da anni. Che cosa si prova?

«Da quel poco che mi ricordo quando c'è stato un abruzzese in nazionale ha sempre portato bene e il Settebello ha raggiunto grandi traguardi. Speriamo di portare fortuna allo stesso modo. Comunque sia, è una bella esperienza e spero sia la prima di un lungo percorso».

L'inno nazionale provoca ancora dei brividi?

«L'inno di Mameli per me crea sempre brividi anche se viene suonato in altre circostanze, ed a maggior ragione quando quella circostanza è il Settebello».

Quanto ha influito nella sua crescita la tradizione familiare nella pallanuoto?

«Tanto, però i genitori non mi hanno mai obbligato a fare qualcosa, ero sempre libero nel fare le mie scelte».

Lei è il più piccolo dei tre figli, sono cambiate le gerarchie in famiglia dopo questo Europeo?

«Io si sono il più piccolo dei tre e le gerarchie non sono cambiate, rimango sempre il bambino di casa; ed è anche bello tornare a casa ed essere un po' "coccolato" dai genitori».

Ricorda il primo approccio con la pallanuoto? A che anno risale? Chi l'ha indirizzato?

«La prima volta che sono entrato in acqua con la calotta e il pallone la ricordo benissimo. Avevo 8-9 anni e mi sono tuffato con mio padre nella piscina olimpionica delle Naiadi. Lì ho capito che dopo qualche altro anno di nuoto il mio futuro era la pallanuoto».

All’Italia non resta che vincere il bronzo agli Europei.

«Conquistarla sarebbe una bella soddisfazione. Resta il rimpianto per la gara persa contro l'Ungheria, in semifinale, ma la nostra squadra ha un grande futuro come ha detto il nostro ct Campagna».

Il suo trasferimento da Brescia a Recco è stato caratterizzato da qualche polemica, qual è la sua opinione?

«Sono molto contento di aver fatto questa scelta e ci tengo a ringraziare tutto lo staff del Brescia, a partire dall'allenatore per finire con il presidente. Una società solida con grandi ambizioni e anche se sono stato lì solo un anno devo molto a loro».

A medio termine qual è il suo obiettivo personale?

«Il desiderio di tutti è quello di partecipare alle olimpiadi. Ci saranno nel 2016, in Brasile, quindi dovrò fare due anni di grandi sacrifici e dare il massimo per riuscire a partecipare ai giochi olimpici».

Quali sono i suoi margini di miglioramento?

«Ho ancora 20 anni, è la prima volta che mi affaccio a palcoscenici così importanti e spero di poter migliorare ancora tanto».

Chi si sente di ringraziare per essere arrivato fino alla Nazionale?

«In primis la famiglia: mamma, papà e i due fratelli perché hanno fatto tantissimi sacrifici per me; poi devo ringraziare tutti i miei allenatori e i miei compagni di squadra che sono stati come fratelli per me».

Le donne. Il Setterosa ha fallito l’assalto al bronzo, nella finale per il terzo posto è stato battuto 10-9 dall’Ungheria; il titolo europeo è andato alla Spagna che in finale ha battuto l’Olanda 10-5.

@roccocoletti1

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