Franchini, l’ora della svolta Baldini punta sul centrale

28 Luglio 2024

Il mediano pronto al decollo nonostante qualche screzio con il nuovo tecnico

PESCARA. Con Silvio Baldini ha già avuto un movimentato incontro ravvicinato. Qualche giorno fa, a Palena, il tecnico del Pescara ha interrotto l’allenamento e si è diretto spedito verso il centrocampista Simone Franchini. Sono volate parole grosse e qualche spintone da parte dell'allenatore toscano. Dopo un po' la situazione si è tranquillizzata e la squadra ha ripreso a lavorare. Al tecnico, probabilmente, non è piaciuto qualche atteggiamento del centrale biancazzurro e gli ha fatto subito capire che con lui le buone maniere, a volte, fuggono a gambe levate.
L’ora della svolta. Quello screzio (subito rientrato), però, potrebbe essere la chiave di volta della stagione di Franchini. Il centrocampista nato a Modena, infatti, è un giocatore entrato subito nelle grazie di Baldini, che lo ha voluto punzecchiare e stimolare non proprio con modi da seminarista. Nella prima amichevole è stato il migliore e nel nuovo 4-2-3-1, al netto dell’arrivo di Giovanni Foresta dall’Alessandria, Silvio Baldini vede già una coppia di mediani composta da Franchini e Damiani, con quest’ultimo che la prossima settimana dovrebbe lasciare Palermo per sbarcare in Abruzzo. Nato a Modena e cresciuto a San Damaso, Franchini sa bene che questo è l’anno della svolta per la sua carriera. A 26 anni ha girato tante piazze, ma non ha mai trovato la sua dimensione.
Da Zeman a Di Francesco. La stoffa c’è, ora serve il salto di qualità. L’anno scorso è arrivato dal Padova, ma, anche a causa di diversi infortuni, non è riuscito a trovare il giusto spazio con 18 presenze e 3 gol tra campionato e play off. Con Zeman faceva la mezzala, con Baldini avrà il compito di costruire la diga del centrocampo. Giovane, ma già maturo visti i suoi vari trasferimenti. Tifoso del Modena, non ha mai indossato la maglia dei canarini. «Quand’ero piccolo giocavo a San Damaso, una frazione di Modena, dove sono cresciuto, qualche anno più tardi ero nell’associazione sportiva dilettantistica Gino Nasi a Modena. All’età di dodici anni sono passato al Sassuolo e da lì ho fatto otto anni di settore giovanile, fino a quando non ho fatto l’esordio nel mondo dei “grandi”», ha raccontato qualche tempo fa. La sua consacrazione è arrivata grazie al pescarese Eusebio Di Francesco che lo ha voluto in prima squadra a Sassuolo. Nel club neroverde inizia a giocare da trequartista. Dai Giovanissimi arriva fino alla Primavera, dove Franchini diventa sin da subito il perno della squadra. Poi arriva la stagione più importante, a livello giovanile e personale, quella 2016/17. In Primavera ha il compito di legare il gioco tra centrocampo e attacco. Ha tempi di inserimento e qualità per mandare in porta i compagni. Le prestazioni crescono, tanto da farlo finire sotto la lente di Di Francesco.
Il tecnico della prima squadra lo chiama ad allenarsi con i grandi dove può imparare e apprendere da giocatori come Politano, Matri, Acerbi, Sensi e Pellegrini. Tre le convocazioni in serie A (Inter, Cagliari e Torino) e poi l’esordio a soli 18 anni contro il Rapid Vienna in Europa League. Nel mezzo la soddisfazione di vincere il Torneo di Viareggio assieme a Scamacca e l’amico Adjapong. La chiusura di un cerchio per tuffarsi nel calcio dei grandi a Terni nel 2017. L’annata, però, è sfortunata e non colleziona presenze in serie B. Torna in Emilia e poi di nuovo in prestito, stavolta in C, alla Reggina. Poi Cesena, Piacenza, Ravenna, Monterosi, Padova e Pescara. Lo scorso agosto è arrivato in Abruzzo grazie all’intuizione dell’ex ds biancazzurro Daniele Delli Carri. Il primo anno è stato di assestamento, ora è arrivato il momento di mettere in mostra il suo talento e di buttarsi alle spalle una stagione in chiaroscuro.
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