Francia sicura, Croazia spera

Matuidi: «Ora siamo più maturi». Rakitic: «È la partita della vita»
MOSCA. Il Pallone d'oro? «Non ora, grazie». CR7? «Ne riparliamo». C'è un Mondiale da vincere, tutto il resto passa in secondo piano, «stiamo per giocare il match della vita». Nella testa di Antoine Griezmann e Blaise Matuidi c'è solo il big match di domani (ore 17, diretta su Canale 5) al Luzhniki Stadium di Mosca contro la Croazia, l'ultimo ostacolo verso la storia. Ecco perché il n.7 dei Bleus fa spallucce quando gli fanno notare che l'eventuale vittoria potrebbe anche consegnargli il Pallone d’oro. «Quello che a me interessa è vincere la coppa del mondo», ripete a mò di cantilena il 27enne attaccante francese. «Vincere o non vincere il Pallone d'oro conta poco, io voglio il Mondiale e lascerò tutto ciò che ho sul campo», dice la punta dei colchoneros che, se dovesse vincere domani avrebbe grandi chance di assicurarsi l'Oscar individuale del calcio, (con l'Atletico ha vinto a maggio anche l'Europa League). «Spero di giocare e vincere, non mi importa di segnare o no, io voglio solo alzare la coppa», ha insistito Griezmann. Rispetto a due anni fa, quando la Francia perse la finale in casa contro il Portogallo, «stavolta saremo più preparati», ha concluso l'attaccante che trova sponda anche nel compagno di nazionale Matuidi, rimasto anche lui scottato due anni fa. «Questo è un altro gruppo, più giovane», spiega lo juventino, «anche se quell'esperienza è servita. Rispetto a due anni fa abbiamo più esperienza e cercheremo di metterla a frutto. La pressione deve esserci, ma positiva, non deve essere un ostacolo. Dovremo solo cercare di fare quanto fatto finora», prosegue Matuidi, «abbiamo fatto delle partite molto buone e domani saremo superconcentrati perché sappiamo di avere di fronte una grande squadra».
Il centrocampista bianconero, che glissa sull'acquisto di Cristiano Ronaldo. «Non è il momento di parlarne, posso solo dire che sarà bello avere in squadra il miglior giocatore del mondo».
Qui Croazia. La Coppa del Mondo e Luka Modric Pallone d'oro. Dopo la finalissima di Mosca, raggiunta grazie alla vittoria sull'Inghilterra, la Croazia non vuole certo fermarsi e guarda anche oltre i Mondiali di Russia, lanciando il proprio uomo simbolo, Lukas Modric, alla conquista del titolo più importante per un calciatore. Un riconoscimento per il centrocampista del Real Madrid che arriverebbe probabilmente solo in caso di vittoria contro la Francia. Sarà una finale tanto storica quanto inedita, con i croati considerati svantaggiati per un giorno di riposo in meno e perché negli ottavi, nei quarti e in semifinale hanno sempre disputato i supplementari. Rakitic è il giocatore con più partite giocate quest'anno in Europa. «Ho letto», spiega il forte centrocampista del Barcellona, il giocatore più impiegato d’Europa nella stagione 2017-18, «che con quella di domenica saranno per me 71 partite, ma avrò energie extra e non sarà un problema. È una partita storica, non solo per la squadra, ma anche per i 4,5 milioni di croati. È la partita della vita e noi abbiamo bisogno di loro».
Il popolo croato aspetta la gara con ansia. «Vedere le foto che provengono dal nostro Paese fa venire la pelle d'oca. Meritano tutti i nostri sforzi: non solo la squadra combatterà, ma anche i 4,5 milioni di croati». Per la Croazia ci sarà la possibilità di avere una rivincita della semifinale dei Mondiali persa nel 1998: «Non si tratta di una rivincita, nessuno di noi c’era all'epoca. Andò così, vinse la Francia e mi congratulo con loro, ma ora vogliamo vincere. Sono sicuro che molte persone in tutto il mondo tiferanno per noi. Ho ricevuto messaggi da tutto il mondo. La gente mi dice che non avrebbe mai immaginato di poter festeggiare un obiettivo così e noi ce la metteremo tutta per alzare la coppa».

