Frascatore gol, Pescara gode e agguanta il quarto posto

Il Delfino va sotto, ma Ferrari prima e il difensore al 95’ ribaltano la gara
olbia1
pescara2
OLBIA (3-4-1-2): Ciocci 5; Brignani 6, Pisano 6, Emerson 6; Arboleda 6 (35’ st Renault 5.5), La Rosa 7 (27’ st Giandonato 5.5), Chierico 6.5 (27’ st Ladinetti 5.5), Travaglini 6; Biancu 6.5 (35’ st Occhioni 5.5); Ragatzu 6, Udoh 6 (42’ st Mancini sv). A disp.: Van Der Want, Boccia, Perseu, Belloni, Finocchi, Saira, Manca. All: Canzi
PESCARA (4-3-3): Sorrentino 5; Cancellotti 6 (24’ st Frascatore 7), Ingrosso 6, Illanes 6, Veroli 6 (12’ st Nzita 6); De Risio 6.5, Pontisso 6, Zappella 6.5; Rauti 6 (12’ st D’Ursi 5.5), Cernigoi 5 (12’ st Ferrari 6.5), Clemenza 5.5 (37’ st Memushaj sv). A disp.: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Pompetti, Ierardi. All: Auteri
Arbitro: Sfira di Pordenone
Reti: 23’ pt La Rosa, 40’ st Ferrari, 50’ st Frascatore.
Note: spettatori 1100 circa con 45 tifosi del Pescara nel settore ospiti. Ammoniti: Ciocci, Veroli, Pisano, Cancellotti, Ladinetti, Ragatzu. Angoli: 4-2. Recupero: 2’ pt e 6’ st.
OLBIA
Vento forte in campo, raffica di emozioni per il Pescara. E di punti, perché ne arrivano tre insperati, per come si erano messe le cose ad Olbia, e fondamentali per la rincorsa al 3° posto. A dire il vero per 70’ erano raffiche di guai, ma Olbia-Pescara finisce 2-1 per i biancazzurri e gli ultimi 10 minuti sono poesia pura, dopo tante note stonate ascoltate nel pomeriggio del “Nespoli”. Partiamo dalla fine perché a 5 minuti dal 90’ Pontisso pennella un cross perfetto con il destro per Ferrari, che di testa manda il pallone in rete. Si alza la lavagna del quarto uomo. Sei minuti di recupero e, quando si è in attesa del triplice fischio, Frascatore cancella il suo periodo nero: sinistro secco e palla all’angolino basso. Il buon Paolo è l’uomo gol dei secondi finali. Come a Pontedera contro il Montevarchi, ma quello di ieri vale molto di più perché riconsegna ad Auteri un giocatore che si era perso e riporta il Pescara al 4° posto insieme all’Entella. I 45 tifosi pescaresi presenti in Sardegna, squadra, allenatore e dirigenti uniti in un unico abbraccio per festeggiare una vittoria che però non deve mascherare una prestazione non da Pescara, soprattutto nel primo tempo. Perchè? Scelte sbagliate in attacco dirà Auteri e il forte vento non ha aiutato, diranno i giocatori. L’assenza di Pompetti, aggiungiamo noi.
A conti fatti nei primi 45’ i sardi hanno imbrigliato il Pescara, hanno realizzato il gol del vantaggio con un destro da fuori di La Rosa (23’), hanno centrato un palo in apertura, sempre con La Rosa, e hanno sfiorato il raddoppio con un colpo di testa di Brignani (35’). E il Pescara? 45’ di nulla di fatto, pardon 44’, perché Rauti all’ultimo giro d’orologio in pressione sul portiere Cionci lo costringe all’errore e al fallo palese da ultimo uomo. Per l’arbitro è solo giallo. Restano tanti, tantissimi dubbi. Soprattutto se torna alla mente l’espulsione di Di Gennaro contro la Reggiana. Ma che con gli arbitri non sia la stagione fortunata è un dato di fatto ed allora nella ripresa Auteri decide di cambiare tanto.
E le mosse sono tutte indovinate, o quasi. Perché Ferrari, Nzita, Frascatore e i pochi minuti (ma di qualità) di Memushaj hanno cambiato il volto della partita.
Note ancora stonate invece per D’Ursi che non riesce a tornare il giocatore che il Pescara ha fortemente inseguito in estate. Il Pescara brutto e macchinoso del primo tempo piano piano si trasforma. Sarà che il vento questa volta soffia alle spalle, sarà che il maggior tasso tecnico alla distanza esce sempre, ma gli ultimi 20’ hanno il sapore piacevole dell’assedio all’area avversaria. Illanes di testa sfiora il pari prima del finale a tinte biancazzurre. Entella acciuffata al quarto posto, il Cesena resta a + 5, però martedì nello scontro diretto c’è la possibilità di mandare un segnale forte. E si rivedrà lo stadio Adriatico pieno di colori biancazzurri.
Enrico Giancarli
pescara2
OLBIA (3-4-1-2): Ciocci 5; Brignani 6, Pisano 6, Emerson 6; Arboleda 6 (35’ st Renault 5.5), La Rosa 7 (27’ st Giandonato 5.5), Chierico 6.5 (27’ st Ladinetti 5.5), Travaglini 6; Biancu 6.5 (35’ st Occhioni 5.5); Ragatzu 6, Udoh 6 (42’ st Mancini sv). A disp.: Van Der Want, Boccia, Perseu, Belloni, Finocchi, Saira, Manca. All: Canzi
PESCARA (4-3-3): Sorrentino 5; Cancellotti 6 (24’ st Frascatore 7), Ingrosso 6, Illanes 6, Veroli 6 (12’ st Nzita 6); De Risio 6.5, Pontisso 6, Zappella 6.5; Rauti 6 (12’ st D’Ursi 5.5), Cernigoi 5 (12’ st Ferrari 6.5), Clemenza 5.5 (37’ st Memushaj sv). A disp.: Iacobucci, Di Gennaro, Rasi, Pompetti, Ierardi. All: Auteri
Arbitro: Sfira di Pordenone
Reti: 23’ pt La Rosa, 40’ st Ferrari, 50’ st Frascatore.
Note: spettatori 1100 circa con 45 tifosi del Pescara nel settore ospiti. Ammoniti: Ciocci, Veroli, Pisano, Cancellotti, Ladinetti, Ragatzu. Angoli: 4-2. Recupero: 2’ pt e 6’ st.
OLBIA
Vento forte in campo, raffica di emozioni per il Pescara. E di punti, perché ne arrivano tre insperati, per come si erano messe le cose ad Olbia, e fondamentali per la rincorsa al 3° posto. A dire il vero per 70’ erano raffiche di guai, ma Olbia-Pescara finisce 2-1 per i biancazzurri e gli ultimi 10 minuti sono poesia pura, dopo tante note stonate ascoltate nel pomeriggio del “Nespoli”. Partiamo dalla fine perché a 5 minuti dal 90’ Pontisso pennella un cross perfetto con il destro per Ferrari, che di testa manda il pallone in rete. Si alza la lavagna del quarto uomo. Sei minuti di recupero e, quando si è in attesa del triplice fischio, Frascatore cancella il suo periodo nero: sinistro secco e palla all’angolino basso. Il buon Paolo è l’uomo gol dei secondi finali. Come a Pontedera contro il Montevarchi, ma quello di ieri vale molto di più perché riconsegna ad Auteri un giocatore che si era perso e riporta il Pescara al 4° posto insieme all’Entella. I 45 tifosi pescaresi presenti in Sardegna, squadra, allenatore e dirigenti uniti in un unico abbraccio per festeggiare una vittoria che però non deve mascherare una prestazione non da Pescara, soprattutto nel primo tempo. Perchè? Scelte sbagliate in attacco dirà Auteri e il forte vento non ha aiutato, diranno i giocatori. L’assenza di Pompetti, aggiungiamo noi.
A conti fatti nei primi 45’ i sardi hanno imbrigliato il Pescara, hanno realizzato il gol del vantaggio con un destro da fuori di La Rosa (23’), hanno centrato un palo in apertura, sempre con La Rosa, e hanno sfiorato il raddoppio con un colpo di testa di Brignani (35’). E il Pescara? 45’ di nulla di fatto, pardon 44’, perché Rauti all’ultimo giro d’orologio in pressione sul portiere Cionci lo costringe all’errore e al fallo palese da ultimo uomo. Per l’arbitro è solo giallo. Restano tanti, tantissimi dubbi. Soprattutto se torna alla mente l’espulsione di Di Gennaro contro la Reggiana. Ma che con gli arbitri non sia la stagione fortunata è un dato di fatto ed allora nella ripresa Auteri decide di cambiare tanto.
E le mosse sono tutte indovinate, o quasi. Perché Ferrari, Nzita, Frascatore e i pochi minuti (ma di qualità) di Memushaj hanno cambiato il volto della partita.
Note ancora stonate invece per D’Ursi che non riesce a tornare il giocatore che il Pescara ha fortemente inseguito in estate. Il Pescara brutto e macchinoso del primo tempo piano piano si trasforma. Sarà che il vento questa volta soffia alle spalle, sarà che il maggior tasso tecnico alla distanza esce sempre, ma gli ultimi 20’ hanno il sapore piacevole dell’assedio all’area avversaria. Illanes di testa sfiora il pari prima del finale a tinte biancazzurre. Entella acciuffata al quarto posto, il Cesena resta a + 5, però martedì nello scontro diretto c’è la possibilità di mandare un segnale forte. E si rivedrà lo stadio Adriatico pieno di colori biancazzurri.
Enrico Giancarli

