Fratangelo, gol a 18 anni: Teramo fuori dall’incubo

20 Novembre 2016

Nofri punta sul baby attaccante nel momento più difficile del match. La mossa si rivela decisiva

TERAMO. E alla fine arrivò Fratangelo. Un nome, un programma. Un po’ fratello, molto angelo, il ragazzo di Termoli (classe ’98) tira fuori il Teramo dall’ennesimo incubo di questo avvio di stagione. Quando il ragazzino segna il suo primo gol tra i professionisti il Diavolo è sotto un treno. Ha subìto una rimonta da 2-0 a 2-2 senza che gli avversari (modesti, non c’è che dire) andassero oltre il compitino, ed è così sbandato e sfilacciato da rischiare di prendere il terzo gol da un momento all’altro. In tribuna stampa si comincia a rimuginare sul possibile esonero di Nofri quando Fratangelo riceve palla sull’out sinistro, taglia come una freccia verso il centro del campo e arrivato al limite dell’area azzecca un destro chirurgico, che s’infila tra il primo palo e il guanto proteso di Scuffia.

Questa prodezza individuale evita un altro disastro, ma stavolta bisogna dire che il tecnico non avrebbe avuto grandi colpe. In partenza Nofri sceglie di giocare al calcio e di cercare di attaccare, non tanto per il modulo (un 4-3-3 molto finto, più somigliante in realtà a un 4-1-4-1) quanto per la scelta degli uomini, i più tecnici a disposizione. Il Teramo d’inizio gara fa correre la palla abbastanza bene. Trova il primo gol su un angolo calciato teso a rientrare da Petermann e arrivato sul secondo palo dove Ilari, solo soletto, la spinge dentro; sfiora il 2-0 con Sansovini (di testa alto) e lo segna dopo una bella ripartenza Sansovini-Petrella con tiro a giro deviato da Scuffia, palla ripresa da Di Paolantonio e centrata dal fondo per Bulevardi che mettendo il piede infila la rete. Il tutto, badate bene, in soli 11 minuti. La dormiente Ancona prova a scuotersi, il primo crepaccio della difesa biancorossa propizia un’occasione per Agyei murato da Scipioni, ma il Teramo sembra gestire la situazione. Quando però esce l’elettrico Bulevardi, che si fa male a un piede in un contrasto, la squadra comincia ad arretrare. Steffè fa proprio male e da un suo fallo nasce la punizione da cui scaturisce il gol del 2-1: tiro smorzato dalla barriera che rotola lento in area, il più svelto a raccoglierlo è De Silvestro. Al 44’ il Teramo segna il 3-1 con Ilari di testa su cross di Sansovini, ma il guardalinee segnala un fuorigioco che forse è di Petrella.

La ripresa del Teramo è da manuale dell’anticalcio. Come già altre volte i biancorossi smettono di correre e di giocare e si rintanano nella propria area. Dopo un lunghissimo giro palla, al 9’, l’Ancona trova il 2-2 facile facile: cross di Bariti, sul secondo palo De Silvestro brucia D’Orazio e incorna da due passi. Sconcertante, una roba da partita truccata e ovviamente truccata non era. La reazione biancorossa? Quasi zero. Di Paolantonio spreca con un tiro non cattivo una buona ripartenza, poi si fa male anche Petermann e Nofri gioca la carta Fratangelo passando al 4-4-2. E una scelta pessima, il Teramo non riesce più a infilare due passaggi di fila e l’Ancona attacca, pur senza creare veri pericoli. Nofri ci ripensa, al 28’ torna al 4-3-3 con Di Paolantonio regista e Fratangelo all’ala sinistra. Le cose migliorano anche se l’unico errore di Speranza consegna al neo entrato Samb la palla del 2-3 al 32’: per fortuna il lungagnone nero la spara in curva. Due minuti e Fratangelo, come da antica legge del calcio, punisce lo spreco dei dorici. Nofri prova a blindare il nuovo, insperato vantaggio ordinando un 4-5-1 con Ilari davanti alla difesa e in un finale di calcio quasi amatoriale il Teramo (che sostituisce un terzo infortunato, Manganelli: è stata un’ecatombe!) riesce a portare a casa una vittoria importantissima.

Il risultato positivo non illude nessuno, il Teramo resta una squadra di incredibile fragilità, ma l’atteggiamento iniziale molto propositivo e il coraggio di Nofri nel lanciare il baby Fratangelo sono cose buone da cui ripartire.

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